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Almalaurea "promuove" l'UniversitÓ del Salento

[14/06/2019] PRIMO PIANO

Almalaurea "promuove" l'UniversitÓ del Salento

L’ultimo report del Consorzio Interuniversitario evidenzia un aumento del livello di soddisfazione da parte dei laureati presso l’Ateneo leccese. Resta tuttavia alto il divario retributivo con i colleghi del Nord Italia 

 

Nei giorni scorsi è stato presentato a Roma dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, nel corso del convegno “Università e mercato del lavoro” a La Sapienza, il “XXI Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati”. Le indagini hanno coinvolto le 75 università aderenti al Consorzio, tra queste l’Università del Salento. Per quanto riguarda l’ateneo leccese i laureati nel 2018 coinvolti sono 3.127, di cui 1.875 di primo livello, 984 magistrali biennali e 247 a ciclo unico; i restanti sono laureati o in altri corsi pre-riforma. 

I laureati dell’Università del Salento si dichiarano in massima parte soddisfatti dall’esperienza complessiva (91,2%) e, in percentuale analoga, dal rapporto con i docenti (89,8%). In entrambi i casi, i dati sono superiori rispetto alla media nazionale. Leggermente superiore alla media nazionale la percentuale dei laureati in corso (53,8%), mentre sono in linea con le medie nazionali l’età media alla laurea, il voto medio di laurea, la percentuale di laureati che hanno svolto un’esperienza di studio all’estero (11%) e di quelli che hanno svolto tirocini riconosciuti (63,1%). 

“Questi risultati confermano la crescita qualitativa del nostro Ateneo, in linea con le politiche strategiche adottate per il miglioramento della didattica (e quindi anche della ricerca), dei servizi e per l’internazionalizzazione dei percorsi -commenta il vettore Vincenzo Zara in merito ai risultati di Unisalento-. Sul fronte occupazionale, i laureati salentini risentono delle difficoltà legate alla fragilità del mercato del lavoro locale. Resta anche un divario retributivo: a 5 anni dalla laurea, la retribuzione mensile netta media dei laureati salentini è di 1.251 euro, a fronte di una media nazionale di 1.459 euro. La performance occupazionale dei laureati magistrali salentini a cinque anni dalla laurea appare, comunque, nel 2018, migliore rispetto a quella registrata nell’anno precedente, con un lieve miglioramento negli indicatori di occupazione (+0,8%) e di disoccupazione (-0,4%), un aumento del lavoro stabile (+2,8%) e della retribuzione media (+57%) e una migliore percezione dell’efficacia della propria laurea”.

Un lavoro continuo quello che il rettore Zara, al termine del suo mandato, prevede per il suo successore: “Dobbiamo fungere da stimolo e in raccordo con tutte le forze istituzionali ed economiche del territorio, ma anche a livello di sistema universitario nel contesto nazionale, per il miglioramento complessivo delle condizioni occupazionali soprattutto nel Mezzogiorno, affinché i laureati possano legittimamente perseguire e raggiungere i propri obiettivi professionali”. 

 

In Puglia il 20% di disoccupati ad un anno dalla laurea

 

L’indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 25.521 laureati della Regione Puglia. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo

livello usciti nel 2017 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti

nel 2013 e intervistati dopo cinque anni.

A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è del 64,4%, mentre quello di disoccupazione è pari al 21,2%. Tra gli occupati, il 24,3% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 14,3% ha invece cambiato lavoro; il 61,3% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. La retribuzione è in media di 1.098 euro mensili netti e il 49,6% dichiara di utilizzare in misura elevata le competenze acquisite all’Università. 

Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2013, intervistati a cinque anni dal titolo è pari all’80,2%. Il tasso di disoccupazione è pari al 10,6% e gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 48,6%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 22,6%. Svolge un lavoro autonomo il 21,7% degli intervistati. La retribuzione è in media di 1.343 euro mensili netti rispetto ai 1.459 della media nazionale. 

 

Serena Merico 



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