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Alla riscoperta della Grotta dei Cervi

[24/01/2020] CULTURA

Alla riscoperta della Grotta dei Cervi

Le immagini di Leonello Bertolucci raccolte in un libro che celebra i 50 anni dalla prima esplorazione della “Cappella Sistina del Neolitico” a Porto Badisco

 

Cinquant’anni dopo la sua scoperta, un viaggio fotografico suggestivo dentro la Grotta dei Cervi nel volume Porto Badisco, la Grotta dei Cervi di Leonello Bertolucci, con testi di Maria Piccarreta, Andrea Indellicati, Maurizio Nocera, Nini Ciccarese, oltre che dello stesso Bertolucci. Il prossimo 1° febbraio saranno infatti passati esattamente 50 anni dalla scoperta della Grotta dei Cervi, a Porto Badisco, da parte di cinque membri del gruppo speleologico di Maglie: Mattioli, Albertini, Mazzotta, Evangelisti, Rizzo. Ma ne saranno passati tra 5mila e 8mila di anni da quando qualche “Picasso neolitico” ha reso questo sito unico al mondo con gli oltre 3mila pittogrammi che lo decorano.

Il volume, presentato mercoledì 22 gennaio presso la Libreria Liberrima di Lecce racconta il viaggio che il fotografo Leonello Bertolucci ha percorso con gli occhi e con la macchina fotografica, documentando quei cicli di pittogrammi in ocra rossa e guano di pipistrello e camminando idealmente su di un ponte: quello tra le immagini della contemporaneità, le fotografie che permeano le nostre vite, e le immagini di chi, alcune migliaia di anni fa, già sentiva il bisogno di “fotografare” il suo tempo. 

Così Bertolucci ha commentato la sua esperienza nei meandri della Grotta dei Cervi: “Guidato da esperti speleologi, camminando talvolta a quattro zampe per lunghi tratti nel fango attraverso cunicoli bassi e stretti, trascinando lo zaino con la mia attrezzatura fotografica, ho vissuto per qualche ora in un mondo parallelo, sospeso nel tempo, buio e silenzioso, dove però, irrazionalmente, ho percepito la calda presenza di chi vi lasciò le sue tracce. Se la fotografia porta sempre, in misura variabile, un’impronta di realtà, mi è venuto subito da domandarmi di quale realtà portino traccia i misteriosi e di fatto incomprensibili pittogrammi. Tolta una quota di rappresentazioni tipicamente legate a scene di caccia, il maggior numero d’immagini che si palesavano alla mia vista, emergendo dal buio illuminate dalla luce del casco, erano astrazioni stupefacenti. Motivi geometrici, simbolici, schematici che, pensando alla loro datazione, mi hanno dato un brivido, facendomi sentire vis-à-vis con le radici della creatività. Le fotografie che vedete in questo libro non sono esaustive rispetto alla enorme quantità di pittogrammi presenti nella grotta, e: sono il risultato di un mio personale percorso da ‘bambino curioso’ che guarda qua e là fissando le sue visioni in un rettangolo. Si tratta tuttavia, in generale, dei pittogrammi più rappresentativi, più complessi e, oserei dire, più ‘artistici’. Alla loro vista -conclude Bertolucci- ne sono rimasto totalmente folgorato, e spero che questo libro contribuisca, umilmente, alla loro divulgazione”.

Nato in Liguria e approdato a Milano negli anni Ottanta, ha intrapreso la strada del reportage fotografico lavorando per alcune testate e agenzie italiane; in seguito hanno avuto inizio collaborazioni internazionali tra cui quella con l’agenzia Sygma di Parigi. Sue foto sono apparse su testate quali Time, Newsweek, Stern, Paris-Match, Epoca, ecc. Attualmente è fotografo contributor per l’agenzia Getty Images. È iscritto all’Ordine dei Giornalisti e scrive di fotografia nel suo blog su “Il Fatto Quotidiano” e sulla rivista “Il Fotografo”. 

 

Pasquale De Santis - foto di Leonello Bertolucci 



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