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Al via la "rottamazione ter"

[08/02/2019] ECONOMIA & FISCO

Al via la "rottamazione ter"

Il decreto fiscale n. 119/2018 convertito nella Legge n. 136/2018 ha introdotto una nuova edizione della “Rottamazione dei ruoli” entro il 30 aprile prossimo

 

La nuova definizione agevolata dei ruoli dà la possibilità di definire i debiti che risultano nei carichi affidati dagli Enti impositori (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Enti pubblici territoriali) all’Agenzia delle Entrate Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, senza pagare le sanzioni e gli interessi di mora. Di conseguenza i debiti rottamabili verranno estinti dai contribuenti attraverso il pagamento delle somme dovute a titolo di capitale (imposte e contributi previdenziali), di interessi per ritardata iscrizione a ruolo, di spese di notifica; l’aggio verrà rimodulato sulla parte capitale. 

I debiti che rientrano nella rottamazione sono i debiti tributari, contributivi e quelli relativi alle violazioni del codice della strada. Le domande di rottamazione possono essere presentate entro il 30 aprile 2019; una delle novità più rilevanti riguarda la durata della rateazione, in effetti: con la rottamazione ter i debiti definibili possono essere pagati in 5 anni con un massimo di 18 rate. Una volta inoltrata la domanda attraverso il Modello DA-2018, l’Agente della Riscossione invierà al contribuente, entro il 30 giugno 2019, l’esito della definizione agevolata, oltre, all’indicazione degli importi da pagare con le relative rate (eventuali) e bollettini di pagamento.

La prima o unica rata dev’essere pagata entro il 31 luglio 2019 e in caso di richiesta di pagamento in 5 anni, si dovranno rispettare le seguenti e successive scadenze:

1) la seconda rata entro il 30 novembre 2019;

2) le successive 16 rate entro il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre di ciascun anno e sino al 2023.

A seguito della presentazione della domanda di rottamazione ter, l’Agente della Riscossione non potrà, in relazione ai debiti indicati e definibili, iscrivere nuovi fermi amministrativi, nuove ipoteche legali, né attivare nuove procedure esecutive (pignoramenti immobiliari, mobiliari, presso terzi); in caso di procedure esecutive avviate prima della rottamazione, con l’inoltro della domanda, le stesse verranno sospese tranne nel caso in cui si sia tenuto il primo incanto con esito positivo. 

Una delle novità introdotte in sede di conversione in Legge del decreto fiscale, riguarda il c.d. “lieve inadempimento”, ovvero: il contribuente conserverà tutti i benefici previsti dalla rottamazione ter anche se pagherà in ritardo le rate richieste, purché, il pagamento avvenga entro i cinque giorni dalle previste scadenze. 

 

Opportunità anche per i decaduti dell’edizione “bis”

 

Il decreto Semplificazioni approvato in Senato lo scorso 29 gennaio ha previsto la possibilità ai soggetti decaduti dalla “rottamazione bis”, che non sono riusciti a pagare le rate di luglio, settembre e ottobre entro il 7 dicembre 2018, di poter riprendere i benefici della definizione agevolata presentando una nuova domanda entro il prossimo 30 aprile. 

L’ufficialità si avrà il 12 febbraio prossimo in quanto a seguito dell’approvazione del testo del decreto semplificazioni al Senato, è prevista la successiva approvazione alla Camera. Si spera, quindi, ad una riapertura dei termini della rottamazione anche ai contribuenti decaduti dalla bis, atteso che la “rottamazione ter” (ad oggi) è prevista solo per i decaduti dalla prima edizione della rottamazione.

 

Saldo e stralcio delle cartelle: ecco cosa prevede la Legge di Stabilità

 

La Legge di Stabilità 2019 ha introdotto il c.d. “saldo e stralcio delle cartelle”, una delle più rilevanti misure fiscali in favore dei contribuenti. Nello specifico, il saldo e stralcio permette alle sole persone fisiche che si trovano in una comprovata e grave situazione economica di poter beneficiare non solo dell’annullamento delle sanzioni e degli interessi di mora ma anche di una quota parte del capitale e degli interessi da ritardata iscrizione. 

Tale misura riguarda, però, solo alcune tipologie di carichi (debiti) trasmessi dagli Enti impositori all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Quali debiti possono essere oggetto di saldo e stralcio? L’art. 1 comma 184 e 185 della Legge n. 145/2018 indica le tipologie dei debiti definibili, ovvero: 

- le imposte indicate (e non versate) nelle dichiarazioni annuali e negli avvisi ricevuti ai sensi dell’art. 36 bis D.P.R. 600/’73 e 54-bis del D.P.R. n 633/’72 (c.d. controlli automatizzati), ad eccezione di quelle richieste attraverso la notifica di avvisi di accertamento;

- i contributi dovuti alle Casse Professionali o alle Gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi, anche in questo caso ad eccezione di quelli richiesti tramite avvisi di accertamento. 

Al fine di poter usufruire di tale speciale tipologia di definizione agevolata dei ruoli è necessario, inoltre, che i soggetti interessati (persone fisiche) si trovino in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica che sussiste qualora il parametro Isee familiare non superi i 20mila euro. Nello specifico, con Isee non superiore a 8.500 euro il contribuente pagherà il 16% del solo capitale e interessi per ritardata iscrizione a ruolo; con Isee da 8.500,01 e non superiore ad 12.500 euro si pagherà il 20% del solo capitale e interessi; con Isee da 12.500,01 e non superiore ad 20mila euro si pagherà il 35% del solo capitale e interessi. Oltre al capitale e agli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, si dovranno pagare, gli importi a titolo di aggio e spese per procedure esecutive e di notifica. Le domande di saldo e stralcio possono essere presentate dai contribuenti aventi i requisiti di cui sopra, entro il 30 aprile 2019, attraverso il Modello SA-ST.

Successivamente, entro il 31 ottobre 2019, l’Agenzia delle Entrate Riscossione invierà l’esito della domanda, nonché, l’ammontare degli importi da pagare con i relativi bollettini. La prima o unica rata deve essere pagata entro il prossimo 30 novembre e in caso di scelta di pagamento rateale (con un massimo di cinque rate) bisogna rispettare le seguenti scadenze: 

1) 35% dell’importo definibile entro il 30 novembre 2019; 

2) 20% dell’importo definibile entro il 31 marzo 2020;

3) 15% dell’importo definibile entro il 31 luglio 2020;

4) 15% dell’importo definibile entro il 31 marzo 2021;

5) 15% dell’importo definibile entro il 31 luglio 2021;

Possono usufruire del saldo e stralcio delle cartelle anche i contribuenti decaduti dalle precedenti domande di rottamazione dei ruoli (prima e seconda edizione). Anche nel caso di saldo e stralcio, infine, il contribuente a seguito dell’inoltro della domanda beneficerà di tutti i benefici previsti dalla “rottamazione ter”. 

 

Dario Marsella

Avvocato tributarista in Maglie

Presidente Commissione diritto tributario U.A.E.

Info: dmarsella@legal-one.it 



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