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Al fuoco, al fuoco!

[15/06/2018] PRIMO PIANO

Al fuoco, al fuoco!

All’inizio della stagione estiva puntualmente si ripresenta in Salento l’emergenza incendi boschivi e, puntualmente, i sindacati dei Vigili del fuoco denunciano carenza di risorse, mezzi e personale 
 
La Puglia è una delle regioni più colpite da incendi boschivi e di sterpaglie, eppure da anni i sindacati dei Vigili del fuoco denunciano carenza di mezzi, personale e risorse oltre ad un'organizzazione poco efficiente nella gestione delle richieste di intervento. Tra le province pugliesi quella di Lecce è quella che puntualmente registra più richieste di soccorso.
Lo scorso 16 maggio, si è tenuto un incontro in Prefettura, tra il prefetto Claudio Palomba, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ed il Comandante provinciale dei Vigili del fuoco, per fare il punto della situazione in vista dell'emergenza incendi boschivi e di sterpaglie, che con buona probabilità si ripresenterà anche quest'estate. Il Prefetto si è impegnato a promuovere in Regione la proposta di usare i fondi del Por per l'acquisto di mezzi da destinare ai Vigili del fuoco e a far partire il Cop (Centro Operativo Provinciale), in modo da gestire in maniera più efficiente le richieste di soccorso.
Intanto siamo arrivati a metà giugno, già si sono verificati i primi incendi ma sembra che poco o nulla sia cambiato. Giancarlo Capoccia, referente di Conapo Lecce, ricorda che sostanzialmente da anni si fanno le stesse promesse, ma la situazione non migliora. “Il problema principale in provincia di Lecce -dichiara Capoccia- sono i mezzi vecchi, e l'attrezzatura”. La già lamentata carenza di personale si sarebbe aggravata dopo la soppressione del Corpo Forestale, che ha determinato l'assegnazione ai Vigili del fuoco della gestione e del coordinamento della flotta aerea. “Sono tutte competenze in più, ma con gli stessi uomini”, commenta Capoccia. Secondo i sindacati, anche una diversa organizzazione dei soccorsi aiuterebbe ad affrontare meglio l'emergenza incendi e per questo propongono l'attivazione dei Centri Operativi Provinciali.
Attualmente, durante le campagne Aib (Antincendi boschivi), le richieste di intervento al 115 vengono inoltrate al Soup (Sala Operativa Unificata Permanente), che gestisce e coordina tutte le richieste a livello regionale. “L'attuale sistema -prosegue Capoccia- è macchinoso, complesso e dispendioso. Da anni chiediamo che vengano istituiti i Cop. Ogni Provincia avrebbe una sala operativa per gestire tutti gli interventi relativi al proprio territorio. I pompieri coordinerebbero direttamente gli interventi della Protezione Civile e gestirebbero il territorio in maniera capillare, essendo già a conoscenza di quali squadre di volontari sarebbero operative, orari e le zone in cui operano in tempo reale”. 
 
Dolosi o colposi, ecco gli incendi che hanno inaugurato la stagione estiva 
 
La stagione degli incendi non si è fatta attendere nel Salento e nel mese di giugno in più occasioni è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco. L’incendio più recente si è sviluppato sabato 9 giugno in località “Piscasurgenti” a Marittima, dove alcuni ettari di macchia mediterranea sono andati distrutti. Nella stessa data un altro incendio è divampato presso la collina di San Mauro, tra Gallipoli e Sannicola. Le fiamme, alimentate dal forte vento, hanno distrutto diversi ettari di vegetazione e creato disagi alla viabilità. I pompieri hanno dovuto lavorare diverse ore prima di riuscire a spegnere le fiamme. 
Ancora prima domenica 3, a San Cassiano, un incendio aveva attraversato alcune campagne, provocando danni materiali. Nello stesso giorno, nella periferia sud di Lecce, un altro incendio aveva minacciato numerose abitazioni. L’intervento dei Vigili del fuoco ha evitato gravi conseguenze. Il giorno prima era andato a fuoco circa un ettaro di terreno pieno di sterpaglie, poco distante dalla clinica “Petrucciani” a Lecce, creando disagi a personale e pazienti, con rischio anche per le autovetture parcheggiate nelle vicinanze. Resta dubbia la natura dolosa o colposa di questi incendi.
 
Vigili del fuoco e Protezione Civile: facciamo un po’ di chiarezza sulle competenze
 
Una cattiva abitudine piuttosto diffusa in caso di incendio è quella di chiamare direttamente i volontari della Protezione Civile o la Polizia municipale anziché il 115 o il 1515. Talvolta sono Sindaci o amministratori comunali, agenti delle forze dell’ordine a scavalcare i numeri di soccorso chiamando direttamente i volontari. Per quanto in buona fede, si tratta comunque di un comportamento controproducente. In quanto la gestione degli interventi antincendio è gestita direttamente dalla Soup (in Regione) ed è in quella sede che vengono decisi e coordinati gli interventi di Vigli del Fuoco, Protezione Civile e Arif.
Per ovviare agli inconvenienti creati da questa prassi, il Coordinamento delle associazioni di volontariato e dei gruppi comunali di Protezione Civile della provincia di Lecce, ha organizzato una campagna informativa per i cittadini in provincia di Lecce al fine di chiarire quali sono le competenze della Protezione Civile e far comprendere che in caso di incendio bisogna chiamare il 115 e nessun altro. “Noi non possiamo intervenire direttamente, non per mancanza di volontà ma perché ci è vietato -dichiara Salvatore Bisanti, presidente del Coordinamento- perché c’è una sala unica che coordina le squadre di Vigili del fuoco e di Protezione Civile, anche per evitare di mandare più squadre nello stesso luogo. Il rischio è che si intervenga dove c’è già una squadra impegnata, mentre ci potrebbe essere bisogno dei volontari in un’altra zona”. 
L’assenza di un coordinamento porterebbe a rallentare notevolmente l’intervento. “Va chiarito che la Protezione Civile svolge una funzione di supporto ai Vigli del Fuoco -aggiunge Bisanti- e non può decidere di intervenire autonomamente. Può accadere che i pompieri abbiano le squadre tutte impegnate e allora viene chiesto all’associazione convenzionata più vicina sul territorio di intervenire sul posto, dove i volontari hanno il compito di descrivere la situazione e aspettare istruzioni dalla sala operativa, che può decidere di far procedere con le operazioni di spegnimento oppure di far attendere l’arrivo dei pompieri”.
È evidente che c’è un problema legato al coordinamento delle squadre, ma la necessità di una gestione centralizzata è legata anche a ragioni di sicurezza e di preparazione. Bisanti tiene a precisare che i Vigili del fuoco sono professionisti, hanno una preparazione specifica e sono strutturati per affrontare gli incendi e l’eventuale soccorso di persone. I volontari della Protezione Civile, anche se seguono dei corsi di formazione, non potranno avere la stessa formazione e l’esperienza dei Vigili del fuoco. Pertanto l’attività dei volontari resta ausiliaria e questo anche a tutela e della sicurezza pubblica dell’incolumità degli stessi volontari. In caso di incendio, dunque, bisogna chiamare sempre e solo il 115 o il 1515. 
 

Marcello Greco  



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