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Al Museo di Storia Naturale una foresta pluviale in miniatura

[07/09/2018] CULTURA

Al Museo di Storia Naturale una foresta pluviale in miniatura

È stata ufficialmente inaugurata nei giorni scorsi la “Butterfly House” più grande d’Italia, dove è possibile ammirare bellissime farfalle tropicali oltre ad altre specie animali e vegetali

 

Da qualche giorno nel cuore della Grecìa Salentina, presso il Museo di Storia Naturale (sulla strada che da Calimera porta a Borgagne) è possibile ammirare le meraviglie del Mesocosmo, un ambiente protetto che riproduce in toto una porzione di foresta pluviale, realizzato grazie al programma operativo Fesr 2007-2013 azione 4.2.1 “Riqualificazione museale Museo di Storia Naturale del Salento” di marzo 2012.

Nello specifico il Mesocosmo è una serra costituita da una doppia navata (altezza 6 metri, lunghezza 35 metri e larghezza 19 metri per una superficie complessiva di 630 metri quadrati) e consta di una area filtro (che servirà nella stagione fredda ai visitatori anche per spogliarsi dei propri soprabiti) e di un percorso a U su un grigliato da prato. La copertura del tetto è in policarbonato e filtra le radiazioni solari del 30% sui lati esposti a Sud. È presente un sistema di raffrescamento innovativo ed ecologico - realizzato in cartone - che consente di non far salire la temperatura troppo oltre 26-27°C, anche se la temperatura percepita all’interno della serra è alta a causa dell’umidità. All’esterno della struttura sono stati piantati cipressi a nord e pioppi a sud, che contribuiscono alle condizioni ottimali di luce/buio e caldo/freddo della serra. All’interno della serra è previsto anche un sistema di drenaggio della profondità di un metro e un invaso di 15mila litri d’acqua che contribuisce a umidificare ulteriormente la serra. 

All’interno della serra si possono trovare diverse specie vegetali e animali, tra i quali ci sono farfalle, lombrichi, grilli, millepiedi, granchi d’acqua dolce, coccinelle, neurotteri e pesci (molti di loro sono stati inseriti perché possano contenere la proliferazione di afidi o zanzare). Per lo più sono presenti invertebrati non appartenenti a specie a rischio, tra cui le farfalle che provengono da fattorie specializzate nel loro allevamento. Ci sono anche alcuni vertebrati, ma sono temporanei: il Mesocosmo però potrà essere utilizzato anche per la temporanea convalescenza per alcuni animali di fauna esotica.

Il Museo di Storia Naturale del Salento ha scelto di ricreare il bioma di foresta pluviale perché maggiormente a rischio: studiarlo attentamente potrebbe portare a dei risultati considerevoli, tanto più che se ne conoscono poco ad esempio i cicli biologici e i ritmi delle successioni ecologiche. Non si tratta solo di un’attrattiva turistica: il Mesocosmo è un grande laboratorio che permetterà di studiare ulteriormente ecologia, etologia, fisiologia e sviluppo. Inoltre farà parte del nascente orto botanico. In futuro, si vuole creare una centrale che sfrutti il calore geotermico come oggi l’impianto di raffrescamento dipende dalla falda freatica profonda: si pensa anche a un impianto fotovoltaico in modo da aumentare le ore di illuminazione per ricreare anche in questo le condizioni esistenti nella foresta pluviale. 

“Il Mesocosmo -ha spiegato Antonio Durante, direttore del Museo- è la conclusione di un progetto in collaborazione tra Naturalia e il Comune di Calimera. Il Comune ci è stato sempre vicino e dimostra ancora una volta di voler costruire insieme a noi. Il Museo è una struttura aperta a tutti, nessuno deve sentirsi estraneo”.

Nel mese di settembre il Mesocosmo è visitabile dal martedì al sabato dalle 10 alle 16, domenica dalle 10.30 alle 19 (lunedì chiuso). Per informazioni: www.museocalimera.it.  



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