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Al "Vito Fazzi" tumori e Parkinson si curano con gli ultrasuoni

[04/05/2018] LECCE

Al "Vito Fazzi" tumori e Parkinson si curano con gli ultrasuoni

In arrivo al Dipartimento Emergenza Accettazione un innovativo macchinario (attualmente disponibile solo a Palermo e Roma) in grado di curare i pazienti senza l’utilizzo di radiazioni 

 

È di questi ultimi giorni una novità di ambito sanitario che potrà sicuramente rivoluzionare la funzionalità del “Vito Fazzi” di Lecce, in particolar modo nell’ambito neuroradiologico. MRgFUS (Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound) è il nome del nuovo macchinario ad ultrasuoni focalizzati in arrivo all’ospedale leccese, in grado di bruciare i tumori ed eliminare il tremore del Parkinson. Come spiegato dal primario di Neuroradiologia del “Vito Fazzi” Fernando Lupo, il macchinario, emettendo dei fasci di ultrasuoni focalizzati, potrà distruggere le cellule tumorali, senza compromettere in alcun modo lo stato di salute del paziente, poiché non si avvale dell’utilizzo di radiazioni, consentendo un trattamento ripetibile ad alta frequenza. 

L’attrezzatura non sarà installata nell’attuale reparto dell’ospedale ma nel Dea (Dipartimento Emergenza Accettazione) in via di realizzazione che dovrebbe essere completato entro l’anno. Sarà sicuramente un notevole passo in avanti nei confronti del progresso sanitario del nostro Salento, perché il macchinario è presente soltanto a Palermo, a Roma e a Ginevra. Inoltre, come sottolineato dal dottor Lupo, gli ultrasuoni sono uno strumento utilissimo nel trattamento delle malattie extrapiramidali, e in particolare, consentono il trattamento del morbo di Parkinson senza bisogno di farmaci. Si sta anche studiando, con l’adozione degli ultrasuoni, il trattamento degli ictus e dei tumori addominali. 

A sostenere l’acquisto dell’attrezzatura e la proposta del dottor Lupo sono Antonio Sanguedolce, direttore sanitario della Asl Lecce, che vede nella cura dei pazienti con gli ultrasuoni un’ottima risorsa contro l’uso degli apparecchi che emettono radiazioni e anche l’ingegner Carmelo Negro, Rup del cantiere del Dea, il quale, trova adeguata la decisione di installare il nuovo macchinario all’interno del Dea, perché al quarto piano dello stesso verrà spostato anche il reparto di Neuroradiologia, così come tutti i reparti di terapia intensiva. 

 

Renato De Capua 



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