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Al "Fazzi" un'onda d'urto contro le placche coronariche

[29/06/2018] LECCE

Al "Fazzi" un'onda d'urto contro le placche coronariche

Una tecnica innovativa, in grado di rimettere il cuore nel corretto stato di salute, è stata utilizzata per la prima volta presso l’UO di Cardiologia interventistica dell’ospedale leccese

 

Negli ultimi giorni l’unità operativa di Cardiologia interventistica del “Vito Fazzi” ha utilizzato per la prima volta una nuova tecnica, riuscendo a salvare una vita. Il suo nome? “Shockwave”, che letteralmente significa “onda d’urto” e consiste in un trattamento in grado di eliminare le placche coronariche, così da poter rimettere il cuore nel corretto stato di salute. Il trattamento è stato applicato su una donna di 78 anni che aveva avuto un’angina da sforzo con conseguenti margini di rischio cardiovascolare. Dalla coronarografia, si era riscontrata una stenosi critica e il restringimento dell’arteria coronaria. Così l’equipe di Cardiologia interventistica, guidata dal dottor Giuseppe Colonna, ha utilizzato “Shockwave”. 

La donna 78enne, grazie all’impiego della tecnica percutanea e mini-invasiva, non ha subìto l’intervento chirurgico ma la classica angioplastica che ha consentito l’impianto di stent multipli, dei tubicini adoperati per la riparazione delle arterie ostruite o indebolite. Grazie all’innovativo utilizzo di “Shockwave”, è stato possibile il rimodellamento della lesione calcifica e il successivo ricorso alla tradizionale angioplastica. 

L’esito finale è stato positivo e, come affermato dal dottor Colonna: “La nuova metodica promette di rivoluzionare il trattamento delle lesioni coronariche grazie al sistema per litotrissia intravascolare coronarica. Si tratta di un catetere a palloncino, dotato di emettitori e di un generatore che viene utilizzato per attivare, tramite un pulsante, i cicli di litotrissia e quindi l’emissione delle onde d’urto, che triturano le placche che ostruiscono l’arteria. Con questa recente metodica la Cardiologia interventistica si appropria di un’ulteriore innovazione tecnologica, incrementando le potenzialità di trattamento interventistico sulle lesioni più complesse e ponendosi alla pari dei centri italiani di eccellenza”.

 

Renato De Capua 



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