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Agricoltura sociale, le esperienze positive de "L'Adelfia" e di "Nuove Speranze"

[23/03/2018] IN COPERTINA

Agricoltura sociale, le esperienze positive de "L'Adelfia" e di "Nuove Speranze"

Già da tre anni la cooperativa di Tricase e l’associazione di Calimera hanno avviato collaborazioni per realizzare progetti riabilitativi e orti sociali per i loro assistiti 

 

Il Salento, come sempre, è in prima linea nel dare il buon esempio di pratiche virtuose, anche quando si parla di agricoltura sociale. Come per la cooperativa sociale “L'Adelfia”, che grazie ad una convenzione con il Comune di Alessano accoglie i primi ospiti tra portatori di handicap fisico e psichico, tossicodipendenti e poveri. Un lavoro di qualità certificato nel 1986 dalla convenzione con l'Asl di Lecce cui L'Adelfia, che ha sede a Depressa di Tricase, da qualche anno ha aggiunto un progetto di agricoltura sociale, coinvolgendo in particolar modo pazienti con disturbi psichiatrici, al momento circa una decina: “Esiste una comunità alloggio che si chiama Villa Fiorile -spiega la dottoressa Ada Carbone-. In questo terreno si è cercato di fare dei progetti di riabilitazione e da 5/6 anni è stato assunto un contadino. Si mandano i ragazzi a fare dei progetti riabilitativi presso l'orto: piantano, seminano, raccolgono. È una produzione che permette di soddisfare sia le strutture della cooperativa con ortaggi e verdure, sia di dare un impegno quotidiano a questi ragazzi”.

A dicembre 2017 è stato firmato un protocollo d'intesa con l'associazione Casa delle Agriculture “Tullia e Gino” di Castiglione d'Otranto, chiamato “La terra che cura”: “Nell'orto fiorile c'è anche una serra - continua Carbone- dove è stato costruito un semenzaio in cui i ragazzi hanno piantato dei semi biologici con lo scopo di dare vita ad un vivaio delle biodiversità integrato”. Assieme a loro sono stati coinvolti 22 beneficiari degli sprar Gus di Andrano, Alessano e Tiggiano e altri esterni che si sono formati attraverso lezioni teoriche e laboratori pratici, volti all’apprendimento delle tecniche di semina di varietà di ortaggi locali, di conduzione di orti in permacultura, coltivazione di legumi, innesti di alberi da frutto. Con il coordinamento di Luigi Coppola, le attività sono state svolte assieme agli agronomi Luigi Schiavano e Carlo Muscatello, con il biologo Francesco Minonne e con Alesia Kapo, specialista nelle dinamiche di gruppo e mediatrice interculturale. 

In quel di Calimera sorge invece l'associazione “Nuove Speranze”, nata nel 2008 con l'obiettivo di tutelare i diritti dei pazienti con disagi psichici. Il progetto parte come ortoterapia utilizzando il giardinaggio come strumento riabilitativo attraverso cui, ad esempio, aumentare l'autostima dei pazienti. “Dall'Orto dei Desideri del 2013 si è passati nel 2015 a un piccolo progetto, Orti urbani, finanziato dalla Provincia di Lecce -precisa la dottoressa Anna Moschettini-, tramite cui abbiamo curato le aiuole di quattro piazzette comunali a Calimera, spazi pubblici ideali per farci conoscere e per aiutare gli ospiti con disturbi psichici a uscire dall'autoesclusione. Da due anni a questa parte il progetto ha preso un'altra piega ulteriore, si chiama ‘Condividere’ ed è diventato un orto sociale: sempre a Calimera abbiamo a disposizione una campagna, in cui ogni associazione cura un pezzo di terreno. Qui, in condivisione con un’altra associazione, coltiviamo verdure e ortaggi, prodotti che ci danno un feedback più immediato per i nostri pazienti”. 

 

Alessio Quarta 



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