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Adriana Poli Bortone

[25/03/2010] IN COPERTINA

Adriana Poli Bortone

Sanità

“Il primo provvedimento in ambito sanitario che porterò in Consiglio sarà l’abolizione della estensione dei contratti di acquisto di beni e servizi previsto da una legge finanziaria regionale voluta nel 2004 dal duo Fitto-Palese e mantenuta da Vendola, il cui assessore Tommaso Fiore oggi si vanta di aver gradito. La norma prevede la possibilità delle aziende ospedaliere di rivolgersi, senza bisogno di una nuova gara, a un fornitore di una Asl per allungare il contratto fino al 140 per cento. Si tratta di un meccanismo molto sospetto alla luce di quanto è emerso dalle cronache giudiziarie degli ultimi mesi. Se a questo si aggiungono i dati Istat sul livello di soddisfazione degli utenti della sanità il quadro pugliese è desolante: non soltanto siamo la quarta regione per un disavanzo che viaggia su una media di oltre 200 milioni di euro l’anno, ma in più siamo l’ultima Regione nella classifica della qualità della assistenza medica e dei servizi igienici in ospedale: verrebbe da chiedere come si fa a spendere tanto a fronte di una qualità scadente, anche se la risposta sembra implicitamente contenuta negli atti su cui sta indagando la magistratura”.
 
Lavoro
“La crisi è solo un grande alibi dietro il quale nascondere incapacità ed inefficienze. Anche gli altri Paesi soffrono della crisi mondiale, qualcuno, come la Grecia e la Spagna, sta anche peggio di noi, ma io guardo a quei Paesi che stanno riuscendo a tirarsi su e scopro che le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, si sono messe al servizio dell’obiettivo comune. La storia ha insegnato che proprio nei momenti di crisi un Paese coraggioso deve investire nelle proprie risorse umane. E quale migliore risorsa dei giovani? La ripresa deve iniziare dalla famiglia che un governo che si rispetti deve porre al primissimo posto delle sue priorità. Sono le persone non le statistiche ed i numeri che devono agitare il sonno dei ministri economici, perché se alle persone fai sentire la vicinanza dello Stato, viene più facile superare le difficoltà della quotidianità. Se ciò avvenisse, lanceremmo un potentissimo fascio di luce oltre quella nebbia, tale da consentire di intravedere un approdo, un termine o, quanto meno, una speranza. Soltanto con una politica sociale degna di questo nome il cittadino, specialmente il giovane che si affaccia alla vita senza uno straccio di prospettiva, può ritrovare un po’ di ottimismo”. 
 
Energia e ambiente
“Se qualcuno poteva ancora avere dei dubbi sulle reali intenzioni del Governo sul nucleare a discapito delle comunità territoriali il ministro Scajola li ha definitivamente fugati. Il ministro Scajola ha detto chiaro e tondo che saranno ‘i privati’ a decidere dove è più conveniente installare centrali nucleari sul territorio italiano’, sia pure all’interno dei criteri che il Governo ha stabilito, criteri amplissimi utili soltanto a prendere tempo e a far passare la campagna elettorale senza dover individuare chiaramente i siti. Lasciare ai privati ogni decisione significa non garantire in alcun modo Regioni come quelle del Mezzogiorno che, proprio a causa della maggiore povertà, potrebbero sentirsi costrette a questa sorta di ‘patto leonino’ per il quale in cambio di ‘royalties’ si conceda l’uso del proprio territorio. I casi degli insediamenti di Taranto e Brindisi sono la prova di quanto siano poi le comunità locali a pagare i prezzi più alti in termini di inquinamento e in termini di difficoltà di riconvertire le industrie e superare le crisi occupazionali. Che fine farà la Puglia che oggi è la quinta regione italiana per turismo se il Governo dovesse decidere d’imperio di costruire qui una centrale nucleare?”. 


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