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A Torre dell'Orso danni ingenti e stagione a rischio: l'appello di Federbalneari

[08/02/2019] IN COPERTINA

A Torre dell'Orso danni ingenti e stagione a rischio: l'appello di Federbalneari

I titolari del lido L’Orsetta, che ha subito i danni maggiori, chiedono il ripascimento in tempi brevi, mentre Della Valle ricorda come altre regioni si sono dotate di un “pronto intervento” in grado di ripristinare lo stato dei luoghi in 24 ore

 

Non nasconde le sue preoccupazioni per la prossima stagione estiva Luciano Montinaro, titolare insieme alla sorella dello storico lido L'Orsetta, a causa della forte erosione dell'arenile di Torre dell'Orso: “In più occasioni negli ultimi 10 anni si è verificato questo fenomeno e ci si siamo ritrovati già a luglio-agosto senza spiaggia, come accaduto anche lo scorso anno. Quest'anno il fenomeno si è ripresentato in maniera più intensa”. Quanto alle due soluzioni prospettate all'incontro con il sindaco Potì e Federbalneari, Montinaro ritiene valide entrambe, ma “nell'immediato un dragaggio sarebbe l'ideale, perché la stagione è sul filo del rasoio. Il dragaggio -spiega- andrebbe a tamponare questo fenomeno, salverebbe la vacanza ai turisti che si riversano a Torre dell'Orso in quel periodo e io avrei la possibilità di lavorare insieme ai miei trenta dipendenti. È un problema serio -sottolinea-: dovremmo preoccuparci prima di tutto di salvare la prossima stagione estiva per poi intervenire con le opere di consolidamento su tutta la costa”. 

“Il nostro grido d'allarme è quasi decennale”: esordisce così Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento, che segue molto da vicino la questione. “Sono fenomeni naturali ciclici fronteggiabili. Regioni virtuose come Liguria, Emilia Romagna, Friuli, e Veneto si sono dotate di draghe, con un pronto intervento, anche di notte. Quando c'è una mareggiata si interviene nel giro di meno di 24 ore la sabbia ritorna sulla spiaggia. Più volte ho fatto presente alla Regione Puglia la necessità di dotare i Comuni costieri di mezzi, le draghe, da impiegare come una sorta di ‘118’. La draga è un elemento ormai imprescindibile: abbiamo mille chilometri di costa in Puglia e non c'è nessun Comune costiero ad avere questo mezzo”.  

Della Valle è soddisfatto della disponibilità di dimostrata da Potì, il quale “si è anche attivato per indire una preconferenza di servizi con le Istituzioni interessate”, ma è consapevole dei tempi necessari ad attuare il piano di dragaggio. “Se l'Amministrazione ci aiuta -afferma Della Valle- ci vogliono almeno tre mesi, a ridosso di maggio. Dopo maggio diventa più difficile agire, per le ordinanze interdittive dei lavori”. 

Il rappresentante di Federbalneari insiste sulla necessità di fare presto, perché la spiaggia di Torre dell'Orso crea indotto per tutta la comunità locale: “Si immagini cosa vuol dire per le strutture ricettive sapere che non c'è la spiaggia. Quel posto morirebbe nel giro di due anni”. Inoltre, la pineta rientra in un'area SIC-Bosco e “questa è una ragione in più per fare presto. Se continua questa forte mareggiata, c'è il rischio che il bosco venga pregiudicato, perché la salinità dell'acqua brucia le radici degli alberi. In più va ripristinato immediatamente il piede dunale, che è rimasto intaccato. L'opera di ripascimento sulla spiaggia emersa -conclude Della Valle- deve cominciare con la tutela ambientale, del bosco e delle dune. È un'emergenza ambientale e bisogna intervenire immediatamente”. 

 

Dal Comune di Melendugno due proposte per il ripascimento 

 

A Roca Li posti si è aperta una voragine, fenomeno carsico molto frequente in quell'area. Per il sindaco di Melendugno, Marco Potì, è una formazione simile alla Grotta della Poesia, in miniatura, precedentemente coperta da una volta di terra e tufo, portata via dall'azione di pioggia e mare. “La teniamo sotto osservazione -spiega Potì- e faremo a breve un sopralluogo con gli enti competenti per capire come intervenire. Innanzitutto bisogna mettere in sicurezza l'area per evitare rischi di incolumità per le persone. Vogliamo coinvolgere gli enti competenti, come Soprintendenza, Capitaneria di Porto, Autorità di bacino, Demanio, prima della progettazione, per capire quali interventi siano più opportuni. Quando avremo un progetto convocheremo la conferenza di servizi e in seguito occorre reperire le risorse attraverso la Regione o lo Stato. Vogliamo evitare un intervento invasivo che preveda cemento e rocce, a favore di un intervento non invasivo”. L'intenzione dell'Amministrazione comunale è quella di giungere ad una proposta partecipata “condivisa con gli altri enti, ma anche con i cittadini, tant'è che con l'associazione “Roca Viva” abbiamo aderito al bando “Puglia Partecipa” per iniziare un percorso di partecipazione sulla tipologia di consolidamento dell'area di Roca.”

Diverso è il discorso per Torre dell'Orso, dove c'è un problema di riduzione dell'arenile della spiaggia. Sono state prospettate due soluzioni, nel caso in cui la spiaggia non dovesse ripristinarsi naturalmente. La prima prevede un ripascimento “morbido”, con l'utilizzo di una draga. Necessita di autorizzazioni, a valle di “uno studio che non si conclude prima di 3-4 mesi. L'ente competente è la Regione Puglia. La seconda ipotesi d'intervento prevede è legato al progetto di dragaggio dell'area portuale di San Foca, “su cui stiamo lavorando con dei finanziamenti della Regione. Se la caratterizzazione della sabbia del porto dovesse essere idonea, potremmo usare quei quantitativi molto più rilevanti per ripascere la spiaggia di Torre dell'Orso -conclude Potì- come altre spiagge che avessero necessità”.  

 

Marcello Greco 



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