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A Portoselvaggio si celebra il Darwin day

[23/02/2018] CULTURA

A Portoselvaggio si celebra il Darwin day

In occasione della ricorrenza per la nascita del padre della teoria evoluzionista, il Museo della Preistoria propone fino al 3 marzo un interessante ciclo di incontri ed escursioni 

 

Il grande biologo inglese Charles Darwin (1809-1882) ha segnato in maniera significativa la storia del pensiero scientifico degli ultimi due secoli, dal momento che la sua teoria sull'evoluzione della specie ha sancito quasi un discrimine tra un approccio laico ai problemi sull'origine del genere umano e quanti si rifacevano in termini esclusivamente teologici ad una concezione dell'Universo creato dal nulla in un determinato momento.

Il cammino della ricerca scientifica segnato dal grande naturalista ha segnato le concezioni antropologiche del cosiddetto "positivismo", il quale, utilizzando in termini ideologici le conquiste della scienza, le ha utilizzate per porre una cesura fra pensiero teologico e pensiero scientifico. Il pensiero teologico, di pari passo, si è evoluto, allo stesso modo in cui la scienza umana forniva nuova luce sui misteri della natura, rimodulando l'eterno nel presente, per proiettarlo nel futuro, e sancendo una compatibilità in termini speculativi tra il racconto della Genesi e le nuove teorie sull'origine dell'uomo, suffragate altresì dalle emergenze archeologiche, che si susseguivano riscoprendo scheletri di ominidi e collocandoli in una scala cronologica che confermava le teorie darwiniane.

L'importanza dello studio di Darwin continua ancora oggi ad avere una vastissima eco nel mondo scientifico e soprattutto della divulgazione delle nuove tesi scientifiche relative ai misteri della ricerca dell'origine dell'uomo, primordiale domanda che va di pari passo con quella che da sempre l'uomo si pone circa la sua fine ed il suo destino.

Sin dalla sua morte, nel mondo anglosassone, si è infatti celebrato un Darwin day, che in occasione della ricorrenza della nascita del grande scienziato, avvenuta il 12 febbraio 1809, vede l'organizzazione di convegni scientifici e memorabilia aventi come obiettivo non soltanto la perpetuazione del pensiero di Darwin, ma soprattutto la "difesa dell'impresa scientifica attraverso il razionalismo e la laicità".

Anche quest'anno, in tutto il mondo si è celebrata tale iniziativa, ma fa particolarmente piacere la circostanza che anche nel Salento, l'associazione R.eTe. Ricerca e Territorio e Museo della Preistoria di Nardò con il patrocinio e la collaborazione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Brindisi, Lecce e Taranto e dell'assessorato ad Ambiente, Parchi e Musei del Comune di Nardò, abbiano organizzato in terra salentina la giornata internazionale dedicata al "padre" della teoria dell'evoluzione.

Ricco è il calendario di eventi messo a punto presso il Museo della preistoria di Nardò, che nel corso di una settimana vedrà la partecipazione di studiosi, curiosi ed appassionati, che condividono la passione per la ricerca scientifica naturalistica. Il primo appuntamento si è svolto sabato 17 febbraio presso il Museo della preistoria ed ha visto la partecipazione dell'archeozoologo Francesco Colopi, che ha trattato il tema "Gli animali selvatici del Salento di ieri e di oggi".

La rassegna si concluderà sabato 3 marzo, in cui è prevista una escursione nel Parco Regionale Naturale di Portoselvaggio e Palude del Capitano, con laboratori di geologia e paleontologia dal titolo "A spasso con Darwin. Viaggio nell'evoluzione di Porto Selvaggio" a cura di Francesco Colopi (archeozoologo), Francesca Lagna (geologa del Gruppo Speleologico Neretino) e Andrea Vitale (geologo).

Di particolare interesse è l'iniziativa di venerdì 23 febbraio, che si terrà anch'essa presso il Museo della Preistoria, e riguarderà in particolare la presenza del lupo nel Salento. In tale occasione il professor Raffaele Sardella, del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università la Sapienza di Roma, confermerà la presenza di un canide il cui ritorno in terra salentina è stato recentemente riscontrato. Il lupo, simbolo totemico di queste terre, il cui odierno capoluogo ha come emblema araldico e come radice toponomastica proprio il più feroce degli animali selvatici, è tornato allo stato brado in un luogo in cui è sempre stato, in cui era talmente diffuso ed ammirato, da assurgere ad animale-guida delle antiche popolazioni salentine, che evidentemente si identificavano nella sua tempra forte, selvatica ed indomita, famelica e feroce.

La meraviglia naturalistica del suo ritorno assume ancor più rilevanza simbolica in relazione al fatto che la ricerca scientifica ne ha testimoniato la presenza sin dal pleistocene. E dunque "Attenti al lupo? La presenza di Canis lupus nel Pleistocene" costituirà anche quel sugello scientifico che lega i salentini alle proprie origini più remote ed ancestrali.

 

Vincenzo Scarpello 



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