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A Maglie sempre pił rabbia nell'aria

[07/02/2020] PRIMO PIANO

A Maglie sempre pił rabbia nell'aria

Non si placa a Maglie la protesta per i miasmi e i valori elevati di PM 10 e 2,5 puntualmente rilevati dalle centraline installate sul territorio. E rispetto a Muro Leccese gli sforamenti risultano in media più elevati 

 

Nella copertina dello scorso numero abbiamo parlato dei disagi che da mesi, tra (molti) alti e (pochi) bassi, i cittadini di Maglie e Muro Leccese stanno subendo a causa principalmente dei miasmi che si percepiscono soprattutto in orario pomeridiano e serale. E neanche un incontro con il direttore di Arpa Puglia Vito Bruno è servito di fatto a chiarire i dubbi dei cittadini che, di fatto, si sentono abbandonati dalle istituzioni che non sanno dare risposte o soluzioni ai loro disagi e alle loro paure. Paure che hanno avuto come conseguenze una denuncia ai Carabinieri e un esposto alla Procura della Repubblica, ai quali gli stessi cittadini, coalizzati a Muro nell’associazione “Città futura” e a Maglie nel comitato “Aria pulita”, hanno allegato le rilevazioni di cinque centraline Lufdaten che loro stessi hanno installato su abitazioni private collocate in altrettanti punti delle due cittadine, rilevazioni che hanno documentato i continui sforamenti di PM 10 e PM 2,5, dannosi per la salute umana. I dati relativi agli sforamenti del PM 2,5 peraltro sono stati confermati anche dalla centralina Arpa Puglia installata all’interno nell’istituto “Cezzi De Castro Moro” in via Don Sturzo a Maglie, la quale però non rileva il PM 10. 

Questa è una storia che inizia da lontano, come ci conferma un cittadino di Maglie appartenente comitato “Aria pulita”: “Già 5/6 anni fa la popolazione di Maglie si lamentava degli odori sgradevoli che si percepivano nell’aria in diverse aree della città. Ma è da metà giugno dello scorso anno e per tutta l’estate che la gente faticava a stare con le finestre aperte in alcune ore. A fine ottobre la situazione è esplosa e a gennaio siamo arrivati all’esasperazione: dalle 16.30 del pomeriggio fino alle 7/7.30 del mattino nella maggior parte delle giornate l’aria risulta irrespirabile”. 

Ad oggi, nell’area di Maglie, oltre alla centralina Arpa sono installate due centraline collegate al circuito Lufdaten: una in località Ciancole (direzione sud) e l’altra lungo sulla direttrice per Gallipoli (direzione ovest), quest’ultima istallata circa 20 giorni fa. E se è vero che Maglie e Muro Leccese risentono entrambe degli effetti dell’inquinamento atmosferico e dei miasmi, è anche vero che le due comunità ne risentono in maniera differente: “Le centraline di Maglie continuano a registrare valori di PM 10 e 2,5 mediamente più elevati rispetto a quelle di Muro Leccese: in alcuni giorni siamo arrivati a toccare 150 µg/m³ di PM 10 quando Muro sia attestava sui 90 µg/m³, ma abbiamo raggiunto anche quota 300 µg/m³ (il valore limite è 50 µg/m³, ndr) praticamente come Taranto. E di questo abbiamo paura, molta paura”. 

 

“Di una cosa siamo ormai certi: i responsabili sono più di uno”

 

Anche sul fronte dei miasmi la situazione a Maglie non è felice, per non dire tragica): se è vero che alcune sostanze chimiche prodotte da processi di combustione possono avere un odore inaspettatamente gradevole, i magliesi lamentano odori acri e sgradevoli, quasi “di bruciato misto ad acido”, come sottolineano dal comitato “Aria Pulita”: “Se per il PM 10 e 2,5 possiamo avvalerci delle centraline, le nostre e quella dell’Arpa, diverso è il discorso per i miasmi che, pur rappresentando una forma di inquinamento ambientale, per essere rilevati necessitano dei ‘nasi elettronici’ in grado di rilevarli e di questi il nostro territorio è sprovvisto. Speriamo che Arpa provveda in questo senso. Tuttavia, ci sono numerose sentenze della Cassazione le quali stabiliscono che bastano le segnalazioni da parte dei cittadini per procedere al fine di rimuovere le cause degli stessi miasmi”. 

Odori acri e sgradevoli dunque, che oltre al fastidio causano anche irritazioni alle mucose e problemi respiratori, tanto da obbligare in alcuna giornate a barricarsi in casa con le finestre chiuse: “Il nostro invito in questi casi è quello di recarsi al Pronto Soccorso o alla Guardia Medica e far refertare i propri malesseri. Possono costituire una documentazione valida ai fini legali”. 

Ma qual è la causa di tutto questo? Se inizialmente si puntava il dito contro le aziende della zona industriale di Muro Leccese, adesso i magliesi sono sempre più convinti che gli autori di miasmi e fumi inquinanti siano più di uno e ben distribuiti sul territorio: “La centralina posta sulla via per Gallipoli, in tutt’altra direzione dunque rispetto all’altra, ha registrato valori alti di polveri sottili anche quando il vento arriva da ovest/nord ovest ed è stata segnalata, anche con prove fotografiche, l’esistenza di roghi notturni nell’area, evidentemente non solo di scarti di potature ma di ben altro. Non solo -continuano da “Aria pulita”-: tuttora persiste a Maglie la situazione anomala del depuratore di San Sidero, di cui due vasche sono scoperte, il che causa esalazioni di acido solfidrico il quale, a contatto con l’aria, crea un’azione osmotica che fa aumentare i livelli di particolato nella zona, come da noi segnalato anche in sede di riunione con l’Arpa Puglia. E la responsabilità in questo caso è dell’Acquedotto Pugliese, già diffidato dall’Amministrazione comunale”.

I componenti del comitato svolgono un lavoro continuo di controllo del territorio e, grazie anche ai social, di informazione nei confronti degli altri cittadini, ma questo non basta occorre un’azione istituzionale risolutiva. In particolare nel corso dell’incontro con Arpa Puglia il sindaco di Maglie Ernesto Toma ha espresso l’intenzione di richiedere alla Provincia di Lecce l’intervento del neonato team di piloti di droni, che si rivelerebbero preziosi per il monitoraggio dall’alto del territorio dando la possibilità alle Forze dell’ordine di stanare gli ‘untori’. L’augurio è che questi apparecchi inizino a volare nei cieli di Maglie quanto prima possibile: i magliesi sono davvero esasperati. 

 

Andrea Colella 



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