Sei in: Home»Rubriche»Primo Piano

A Lecce una strada intitolata a Norma Cossetto

[07/02/2020] PRIMO PIANO

A Lecce una strada intitolata a Norma Cossetto

Approvata la mozione proposta dal consigliere di opposizione Roberto Anguilla Giordano di dedicare una via alla studentessa istriana barbaramente uccisa nell’ottobre del 1943 da partigiani italiani e jugoslavi 

 

Nel corso della seduta pomeridiana dello scorso 28 gennaio, il Consiglio comunale di Lecce, retto da una maggioranza solidamente di centrosinistra, ha approvato una mozione storica proposta dal capogruppo di Fratelli d’Italia e dirigente del movimento giovanile del partito di Giorgia Meloni, Roberto Anguilla Giordano, che ha promosso l’intitolazione di una strada a Norma Cossetto (nella foto), studentessa istriana poco più che ventenne, barbaramente uccisa nell’ottobre del 1943 per mano di un reparto misto di partigiani italiani e jugoslavi. 

A Norma Cossetto nel 2005 venne conferita dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la Medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione: “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”. Già nel 1946, a ridosso di quei tragici eventi di sangue che avevano diviso (e purtroppo continuano ancora oggi a dividere gli italiani) su proposta dell’accademico comunista Concetto Marchesi, il rettore dell’Università di Padova aveva conferito a Norma Cossetto la laurea ad honorem in Lettere e Filosofia, segno che già allora si volevano mettere alle spalle gli odi e le divisioni e ricostruire assieme un’Italia che usciva sconfitta e distrutta dalla Guerra e dalla guerra civile. 

Purtroppo negli ultimi anni, soprattutto a seguito dell’istituzione della “Giornata del ricordo”, prevista ogni 10 febbraio, si sono scatenate polemiche che hanno investito anche la memoria di Norma, la cui vicenda è stata accusata di prestarsi a strumentalizzazioni politiche, e sottoposta ad un tentativo storiografico di revisionismo tanto ingeneroso quanto poco scientifico. Su questa discutibilissima metodologia, posta in essere da un gruppo ristretto di storici che ripropongono nella sostanza le tesi propagandistiche di parte Jugoslava, volto a criticare l’attendibilità dei resoconti di polizia, della distruzione delle anagrafi italiane e dei recuperi dei corpi, la storiografia più seria ha già da decenni rilevato che l’applicazione di un metodo ipercritico a ogni fonte per distruggere l’oggetto dell’analisi, è stata funzionale ad escludere la natura politica che stava dietro al massacro preordinato di uomini e donne, rei non tanto di essere stati fascisti quanto di essere italiani. 

 

Ma per l’ANPI Lecce la Cossetto è una “presunta martire”

 

A seguito del coraggioso provvedimento toponomastico del Comune di Lecce, la locale sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia ha rilasciato un comunicato in cui si parla di Norma Cossetto nei termini di “presunta martire”, aderendo in sostanza alle tesi degli storici negazionisti, come Claudia Cernigoi ed il collettivo Wu Ming di Bologna, laboratorio culturale della sinistra antagonista italiana. Dietro a quella che l’ANPI definisce una deplorevole mistificazione vi sarebbe il tentativo di parificare vittime e carnefici. 

Al comunicato dell’ANPI sono seguite le reazioni sdegnate di molti esponenti della politica pugliese, come l’onorevole Marcello Gemmato ed il consigliere regionale Saverio Congedo, nonché dello stesso presentatore della mozione in Consiglio comunale, Roberto Giordano Anguilla, cha all’unisono hanno rilevato lo storicamente irrispettoso ed inopportuno comunicato dell’ANPI Lecce, frutto esclusivo di fazioso furore ideologico. La polemica ha travalicato i confini leccesi, tanto che in un durissimo post su Facebook la Federazione di Trieste di Fratelli d’Italia, ha condannato il tentativo dell’ANPI di Lecce di negare la storicità della vicenda di Norma Cossetto. 

L’intitolazione di una strada a Norma Cossetto, suscita ancora nel 2020 divisioni laceranti, in Italia come nella Provincia di Lecce, a dimostrazione del fatto che l’unica memoria condivisa che si possa proporre deve essere necessariamente una memoria plurale. Divisioni dialettiche risalenti, abusate ed antistoriche categorie della politica che hanno disseminato lutti anche molti anni dopo la fine della guerra, meritano di essere superate, e quei fatti, sottratti dagli scontri e dalle mistificazioni, consegnati definitivamente alla storia. Rischieremo altrimenti di ripercorrere quelle spirali d’odio che chi ha conosciuto la guerra civile, come il comunista Marchesi, ha cercato di evitare alle generazioni successive. Ma troppo spesso la Storia è una maestra poco ascoltata.

 

Vincenzo Scarpello 



«Indietro
Giorgia Faraone L'intervista della settimana
Giorgia Faraone

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising