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A Galatone arriva il "welfare generativo" della Cooperativa di Comunità

[22/02/2019] IN COPERTINA

A Galatone arriva il "welfare generativo" della Cooperativa di Comunità

L'esperienza di Caprarica di Lecce non è, per fortuna, un caso isolato. Un percorso sostanzialmente simile è stato intrapreso lo scorso aprile anche da Galatone, i cui cittadini hanno dato vita, col supporto dell'Amministrazione comunale, ad una Cooperativa di Comunità. Questo nuovo organismo potrà presto beneficiare delle opportunità offerte dalla Regione Puglia, la prima ad istituire, nel novembre 2017, un apposito albo per questa particolare categoria di soggetti. Quasi certamente, la Cooperativa di Comunità di Galatone sarà la prima ad iscriversi all'albo; un passo che verrà compiuto quando il numero dei cittadini aderenti (ad oggi circa 350) raggiungerà quota 480, cioè il 3% della popolazione. 

Tutelata e riconosciuta dalla Legacoop, il nuovo organismo galatonese ha ottenuto un finanziamento regionale di 195mila euro, con i quali si muoverà all'interno del cosiddetto welfare “generativo”: l'obiettivo, cioè, è quello di aumentare il grado di sicurezza e benessere della comunità attraverso la “rigenerazione” delle risorse disponibili (umane e materiali) e la responsabilizzazione delle persone a cui è rivolta l'attenzione. 

Nelle idee della Comunità di Cooperativa trova un posto importante la “Silver economy”, che prevede l'inserimento nella vita sociale ed economica della città gli anziani e coloro prossimi all'età pensionabile. Una idea che racchiude una doppia finalità: opportunità di crescita economica e portare la popolazione meno giovane a sentirsi ancora utile alla società. In questo senso, un ruolo importante verrà ricoperto dalle Residenze Sanitarie Assistite (Rsa) che fungeranno come una sorta di “albergo diffuso” in cui gli anziani potranno vivere e sentirsi come a casa loro e nel quale potranno continuare a raccontare e trasmettere alle generazioni più giovani tutti i loro saperi. 

Questo progetto, inoltre, coinvolgerà altri attori sociali e diverse figure professionali, tradizionali e nuove, dando così impulso anche all'occupazione. Il welfare generativo, però, sarà accompagnato dal tentativo di dare vita ad una nuova forma di agricoltura: si tratta degli "orti sociali", pensati per nuove piante officinali da lanciare nell'e-commerce e nel mercato di spezie e cosmesi; una idea che vale non solo come spinta occupazionale, ma anche come attrattore per una nuova forma di turismo ancora poco sviluppato in Salento, quello esperenziale. 

 

Area Interna Sud Salento, in arrivo fondi per migliorare la qualità della vita 

 

Dalla politica arriva una risposta per contrastare il fenomeno dello spopolamento dei piccoli borghi. Si tratta della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), che include, tra gli altri, anche il “Sud Salento - Capo di Leuca”; l’area comprende 14 Comuni (Acquarica del Capo, Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce, Taurisano, Salve, Specchia, Tiggiano) più altri quattro individuati come principali “centri di offerta servizi” (Casarano, Ruffano, Tricase e Ugento). Un totale di 128mila abitanti in un territorio considerato dall’Istat ad alto e medio-alto tasso di vulnerabilità sociale e materiale, a causa di alcuni particolari indicatori socio-economici: tasso di disoccupazione, soprattutto femminile e giovanile (dal 16% al 31% e dal 23% al 52%), percentuale di anziani rimasti soli (dal 22% al 30%) e minoranze straniere (dal 10% al 20%).  

Quest’Area Interna è nata in seguito ad una convenzione tra i Comuni aderenti ed è stata riconosciuta dal Ministero alle Politiche Sociali su indicazione della Regione Puglia. Il Comune capofila è quello di Tiggiano, il cui sindaco Ippazio Morciano ne descrive azioni e obiettivi: “Dopo i Monti Dauni, il nostro territorio è il secondo ad essere riconosciuto come Area Interna della Regione Puglia, la quale erogherà a nostro favore una serie di finanziamenti appositi dai fondi POR. Abbiamo già a disposizione 6milioni e 600mila euro, suddivisi tra Regione e Ministero, a cui si aggiungeranno quelli destinati ai nostri progetti, contenuti nel documento strategico inviato negli scorsi giorni al Ministero. Nei prossimi mesi, ad esempio, potremmo ricevere ben 15 milioni di euro a favore della viabilità stradale, come il miglioramento del raccordo tra le stazioni ferroviarie e le strade provinciali o la mobilità sostenibile. Ma si tratta solo di una progettazione tra le tante che dovranno essere finanziate fino al 2022”. 

Il riconoscimento di Area Interna, infatti, consente a questa grossa porzione del Salento di poter godere di fondi per migliorare le infrastrutture e implementare i servizi scolastici, come anche agire nel contrasto alla Xylella, nella rigenerazione urbana e dei centri storici, nello sviluppo delle aree industriali, nell’efficientamento degli edifici pubblici e della fibra ottica. 

 

Alessandro Chizzini 



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