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[15/06/2018] IN COPERTINA

“Che cosa è il teatro? Una delle testimonianze più certe del bisogno dell’uomo di provare in una sola volta più emozioni possibili”. Così il pittore francese dell'Ottocento Eugène Delacroix riassumeva in poche parole l'essenza dell'esperienza teatrale. Non un semplice spazio, ma un luogo simbolico dove incontrarsi, inteso come incontro con sé stessi e con gli altri, dove dialogare, ridere, riflettere, ascoltare e, se è il caso, commuoversi. Il teatro è tutto questo ed è molto di più. 

Una sintesi che a Maglie trova voce grazie a “Chiari di Luna. Un palcoscenico a cielo aperto”, rassegna di prosa giunta alla 14esima edizione e che, di anno in anno, viene benedetta dal consenso di un vasto pubblico, pronto ad assistere a tante rappresentazioni di qualità eccelsa in uno scenario meraviglioso come quello rappresentato dalla Villa Tamborino.

Si comincia il 18, 19 e 20 giugno con Racconti italiani, uno spettacolo che conclude il laboratorio teatrale condotto dall'attrice Daria Paoletta con 9 attori della compagnia Corte de’ Miracoli di Maglie, poi il 2 luglio torna Francesco Paolantoni con Che fine ha fatto il mio io?, una divertente terapia di gruppo alla ricerca delle soluzioni alle proprie crisi esistenziali. E poi ancora l'11 e 12 luglio Il taglione di Achille, testi di Achille Campanile per la regia di Massimo Giordano, che di “Chiari di Luna” è mente ed anima creatrice. 

Altro gradito ritorno a Maglie è quello di Corrado Tedeschi che il 16 luglio porterà in scena L'uomo che amava le donne, la visione dell'amore secondo François Truffaut. Il 22 luglio sarà la volta di Roberto Anglisani con Giungla, in cui il Libro della Giungla di Kipling ispira la narrazione di una storia contemporanea ambientata in una grande stazione ferroviaria italiana. Il 31 luglio Sara Bevilacqua proporrà Revolution, miscela di emozioni, ricordi e storie di vita vissuta a Brindisi negli anni del boom economico italiano. Dal 7 al 10 agosto la Corte de’ Miracoli torna sul palcoscenico di Villa Tamborino con Lu Scarfalettu, adattamento in dialetto salentino di una celebre opera scritta da Eduardo Scarpetta nel 1881. La conclusione dell’edizione 2018 di “Chiari di Luna” è affidata a La guerra di Rocco, il 13 agosto, con i testi di Giovanni Delle Donne e Massimo Giordano, attore in scena per il gran finale. Non resta, dunque, che prendere nota degli appuntamenti e lasciarsi ammaliare dalla bellezza e dalla forza del teatro, questa sorprendente forma di messa in scena della vita. Info e programma completo su www.chiaridiluna.it

 

“Il segreto di Chiari di Luna? Un’ottima sinergia tra pubblico e privato”

  

Continua a crescere “Chiari di Luna”. Merito anche della collaborazione tra pubblico e privato che permette alla manifestazione di andare avanti praticamente con le proprie gambe, in un contesto globale caratterizzato dagli scarsi investimenti statali a favore della cultura.

“Chiari di Luna è un fiore all'occhiello del Comune di Maglie e del cartellone di appuntamenti che proponiamo per l'estate -sottolinea il sindaco Ernesto Toma-. Ci auguriamo che ci sia un bel successo di pubblico anche per questa stagione, così com'è avvenuto negli anni scorsi. Per la 14esima edizione confermiamo uno dei punti di forza dell'iniziativa, vale a dire la preziosa sinergia tra pubblico e privato”. Il patrocinio dell'Amministrazione comunale, il sostegno attivo del Teatro Pubblico Pugliese, la vendita dei biglietti e il supporto concreto di diversi sponsor privati: è questa la ricetta vincente che permette ai cittadini magliesi e ai turisti di godere di un'offerta teatrale di assoluto pregio, in grado di attirare nel cuore del Salento artisti di caratura nazionale. Tutto, sostanzialmente, in autogestione, senza ricorrere a finanziamenti provenienti da Fondazioni o enti terzi.

“Chiari di Luna è ormai un evento capace di calamitare le attese di un pubblico appassionato di teatro. Una rassegna molto bella, in grado di far arrivare nel Comune di Maglie attori e spettacoli di un certo spessore -aggiunge l'assessore comunale alla Cultura, Deborah Fusetti-. Come Amministrazione siamo naturalmente contenti di collaborare con l'organizzazione di questa manifestazione, che è uno degli appuntamenti di maggior rilievo del nostro programma di eventi estivi, oltre a rappresentare una straordinaria opportunità di promozione turistica del territorio per mezzo della cultura”. 

“Tre sono gli attori di questa pièce: il teatro, il pubblico e gli sponsor. Tra tutti e tre si riesce a far fronte in questo momento in cui ci sono pochissime risorse ovunque, soprattutto pubbliche per la cultura -conferma Massimo Giordano, direttore artistico e ideatore della kermesse-. La cosa bella è che, grazie a questo festival, molte persone si sono avvicinate al teatro, anche a livello attivo, sia dal punto di vista amatoriale, sia da quello professionale, decidendo di frequentare corsi ed accademie per dar seguito alla propria passione”. Cresce così sul territorio la sensibilità a 360° verso l'arte teatrale: “Se il teatro tornasse ad avere la funzione pedagogica, sociale ed educativa che aveva nell'antica Grecia, molte cose storte del mondo di oggi si sistemerebbero da sole”. 

 

I Racconti italiani della Corte de’ Miracoli aprono l’edizione 2018 

 

Ad aprire l'edizione 2018 di “Chiari di Luna” sarà Racconti italiani che andrà in scena il 18, il 19 e il 20 giugno: si tratta di uno spettacolo che conclude un percorso di studio, iniziato a novembre 2017 e terminato nei giorni scorsi, condotto dall'attrice e regista Daria Paoletta. Un laboratorio intenso, che ha coinvolto diversi attori della compagnia Corte de' Miracoli di Maglie, i quali si sono messi in gioco per conoscere in profondità i segreti di un testo teatrale, dalla ricerca alla riscrittura, dall'improvvisazione alla messa in scena. “Si tratta di persone che calcano il palcoscenico -spiega Daria Paoletta-, quindi si è immaginato come atto conclusivo dell'attività laboratoriale un incontro finale con il pubblico che è invitato a fare un itinerario: lo spettacolo è diviso in tre momenti, ognuno dei quali ambientato in tre punti diversi, con dei piccoli spostamenti all'interno della Villa Tamborino”, 

Adele Maruccio, Chiara Sicuro, Damiano Bracco, Fernando Colazzo, Giuseppe Resta, Matteo Colazzo, Raffaele Gili, Rosaura La Rosa e Silvia Coricciati condurranno gli spettatori in un cammino verso mondi dove è possibile cavalcare insieme alla coraggiosa Fantaghirò, conoscere la perfidia di Saracina, sorridere alle stramberie di un re bizzarro, innamorarsi di un candeliere, affezionarsi a Gambara, incontrare un amico morto, stupirsi insieme a Ciccio Petrillo, beffeggiare l'avarizia sospirando nel lieto fine conclusivo. 

I testi sono un'elaborazione di racconti e leggende popolari tratti dall'antologia di Italo Calvino. “È un'esperienza significativa con un lavoro personale completo, questo gruppo è una perla -continua la regista-. Calvino ha fatto uno studio sui racconti popolari su cui poi noi all'interno del laboratorio siamo intervenuti con un netto percorso di riscrittura, facendo leva anche su quelle che sono le esperienze umane specifiche delle persone coinvolte”. 

 

Alessio Quarta 



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