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"Troppe interferenze": il sindaco Chiuri ha rassegnato le dimissioni

[11/10/2019] TRICASE

"Troppe interferenze": il sindaco Chiuri ha rassegnato le dimissioni

Ora ha tempo fino al 24 ottobre per cambiare idea o confermare la propria decisione. Insorge l’opposizione: “Maldestro tentativo di scaricare su altri la propria incapacità politico-amministrativa” 

 

È arrivata nei giorni scorsi, ma non inaspettatamente la lettera di dimissioni del primo cittadino Carlo Chiuri (nella foto). Una scelta che apre nuovi scenari sul futuro politico amministrativo di Tricase, frutto di una convivenza dell’attuale compagine che si è dimostrata ‘movimentata’ sin dall’inizio, punteggiata di rimpasti, defezioni (ultima in ordine di tempo quella di Giuseppe Peluso della lista “Tricase punto e a capo”, preceduta dalle dimissioni del presidente del Consiglio comunale Dario Martina) e incomprensioni, segnata da variegate correnti talvolta con poca omogeneità di visione. 

Ma veniamo ai fatti. L’avvocato Chiuri non ha usato mezzi termini e con una lettera, indirizzata al Segretario e al Presidente del Consiglio comunale, ha scritto lapidarie e chiare righe: “A causa delle continue fibrillazioni interne alle liste collegate alla mia candidatura e con le quali, nonostante tutto, si è riusciti a creare nella città un nuovo clima di fiducia e attivismo, ritengo attualmente necessaria una pausa di riflessione. È mia intenzione continuare solo con persone disponibili a fare il bene di Tricase e che non suddividono le poltrone a destra e a manca (anche ipotetiche futuribili)”. Chiuri, togliendosi qualche sassolino, continua: “Non posso accettare che interferenze esterne, alle quali il supremo interesse della città è assolutamente indifferente, blocchino l’attività operativa intrapresa e a fatica portata avanti in questo ultimo periodo”. 

Nella missiva al vetriolo un j’accuse: “Queste persone non vogliono lo sviluppo di Tricase! Non è mia intenzione lasciare la città ostaggio di interessi elettoralistici che certamente minerebbero, anzi paralizzerebbero l’attività amministrativa. Di fronte ad un disfattismo di tal fatta -continua l’ormai ex sindaco- non sono assolutamente tollerabili il silenzio e l’inerzia, pertanto sono costretto contrariamente ai miei intendimenti e per l’estremo amore che nutro verso la città i miei concittadini, a rassegnare le dimissioni”. Una conclusione amara a margine della lettera: “Non svendo assolutamente Tricase per assecondare bramosie e ambizioni interne ed esterne che non hanno minimamente amore verso la nostra comunità: sarebbe la paralisi! In assenza di un rapido e sereno confronto, basato sulla chiarezza e la condivisione, sarebbe oltremodo dannoso continuare”. 

Parole queste che hanno scatenato la reazione dell’opposizione. All’indomani delle dimissioni, infatti, i consiglieri di minoranza Fernando Dell'Abate, Maria Assunta Panico, Alessandro Eremita, Nunzio Dell'Abate e Vito Zocco in una nota congiunta hanno attaccato l’ex sindaco e la maggioranza, chiedono chiarezza: “Riteniamo gravissime per la città le dichiarazioni rilasciate dal sindaco nella sua lettera di dimissioni. È senza dubbio l’ennesimo maldestro tentativo di scaricare su altri la propria incapacità politico-amministrativa contraddistinta, fin dall’insediamento, da screzi e liti tutti interni alla maggioranza. Un ampio consenso popolare supportato da un esercito di candidati, una congiuntura economica favorevole ed i numerosi progetti ereditati dalle Amministrazioni precedenti sono stati vanificati dall’incompetenza e dall’inadeguatezza al ruolo di guida della comunità. Eppure -concludono i consiglieri di opposizione- da parte nostra non sono mai mancati entusiasmo, proposte ed esperienza amministrativa a beneficio del rilancio socio-economico del paese”.

Ricordiamo che Carlo Chiuri è al secondo anno del suo mandato, essendo stato eletto il 26 giugno 2017. A questo punto gli scenari che si aprono per la città di Tricase sono due. La legge in questi casi consente un lasso di 20 giorni durante i quali il dimissionario sindaco avrà tempo per ricucire le spaccature e ritornare in sella oppure confermare la propria decisione di dimettersi. Nella prima ipotesi la stessa Amministrazione aprirà dunque una nuova stagione, con un rinnovato spirito, nella seconda opzione un Commissario prefettizio traghetterà la città verso nuove elezioni.

 

M. Maddalena Bitonti 



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