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"Tante donne con figli piccoli ci hanno chiesto aiuto, anche a Ferragosto"

[13/09/2019] IN COPERTINA

"Tante donne con figli piccoli ci hanno chiesto aiuto, anche a Ferragosto"

Maria Luisa Toto, presidente dell’associazione “Donne insieme”, ci ha raccontato il lavoro ininterrotto svolto dalle operatrici del Centro Antiviolenza di Lecce insieme alle Forze dell’ordin

 

In prima linea da anni per assistere fisicamente e psicologicamente le tante donne che subiscono violenze e maltrattamenti per mano di uomini, per la stragrande maggioranza mariti, fidanzati o ex, a Lecce c'è il Centro Antiviolenza “Renata Fonte”, prezioso faro che nel corso della sua attività ventennale è riuscito a mettere la luce sulla problematica e a farla emergere in tutta la sua gravità e drammaticità. I casi sono, purtroppo, ancora tanti, ma finalmente le donne hanno trovato il coraggio di parlarne e di denunciare. Ne abbiamo parlato con la presidente del centro, Maria Luisa Toto (nella foto).

Dottoressa Toto, come ha vissuto l'estate il Centro Antiviolenza “Renata Fonte”?

Noi tutti i giorni abbiamo ricevuto richieste d'aiuto da parte delle donne, di cui il 99% avevano figli con sé, anche piccoli. Il problema è vecchio quanto il mondo e stanno aumentando i casi, però qui c'è sempre un dato da leggere in maniera ambivalente: da una parte è positivo perché le donne hanno più consapevolezza e quindi chiedono aiuto, favorendo l'emersione del problema; dall'altra parte, in senso negativo, c'è che il fenomeno esiste, è reale ed è quello della violenza maschile contro le donne, un esercizio di potere e di controllo dell’uomo sulla donna che poggia anche sulla strumentalizzazione dei figli. Ci sono ragazzi e ragazze che hanno vissuto un'intera estate esposti alla violenza assistita perché hanno visto, respirato questa violenza consumata tra le mura domestiche. 

Praticamente per voi è stato un lavoro quotidiano…

Nessuna di noi ha mai smesso di lavorare: anche a Ferragosto sono arrivate due richieste di aiuto. Adesso stiamo iniziando tutto l'iter e il percorso che porterà alla presa in carico, alla denuncia, mentre il sostegno psicologico è già iniziato. Non è una situazione confortevole ma devo sottolineare che ci sono state molto molto vicine in questo periodo le Forze dell'ordine: sia i Carabinieri che la Polizia di Stato, più rispetto al passato, hanno fatto quadrato intorno alla donna e rete con il Centro, sia come sensibilità, professionalità e tempestività dell'intervento. La vigilia di Ferragosto non finirò mai di ringraziare la Polizia di Stato per quello che ha fatto. 

Manca ancora il contributo istituzionale, politico, che anche con il decreto Pillon sembra aver fatto acqua. Sperate che il nuovo esecutivo possa portare interventi più concreti?

Il decreto Pillon va ad avallare l'alienazione parentale che è un costrutto non scientificamente provato, è una sorta di proposta da parte dell'organizzazione dei padri separati-violenti che avrebbero voluto mettere a tacere le donne. Vengono a cadere i diritti acquisti dalle donne in questi anni, è una sorta di bavaglio, di ricatto verse le donne che si fonda sulla strumentalizzazione dei figli. Tu donna denunci? Allora i figli sono alla mercé di un pacco postale che devono stare 15 giorni da uno, 15 giorni dall'altro. Ci auguriamo che questo decreto venga cestinato. Ci auguriamo che le nuove ministre e i nuovi ministri affrontino con grande serietà questa piaga, questa strage delle donne puntando soprattutto sulla prevenzione perché si tratta di un fenomeno fondato prettamente su aspetti culturali. 

 

171 richieste di aiuto in sei mesi Centro Antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce

 

Erano 171 i casi di richieste di aiuto in Salento per maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale da parte di donne tra i 18 e i 70 anni nei soli primi sei mesi del 2019, secondo il rapporto semestrale (gennaio-giugno 2019) del Centro Antiviolenza “Renata Fonte”, presentato lo scorso mese di luglio. Un numero che purtroppo è destinato a superare la cifra tonda dei 200 episodi visto l'andazzo che le cronache delle ultime settimane hanno fatto registrare. Cifre che fanno riflettere come fanno riflettere le 6.312 donne che si sono rivolte al centro ‘Renata Fonte’ nei suoi vent’anni di attività (1998-2018). Il 30% dei casi è arrivato al centro, gestito dall’associazione “Donne Insieme”, attraverso il numero nazionale antiviolenza 1522 e il 20% su invio dei servizi (Forze dell’ordine e servizi sociali territoriali), mentre il restante 50% è tutto frutto di lavoro di rete, passaparola, sensibilizzazione nelle scuole e in eventi pubblici. 

Nel corso degli anni e grazie al lavoro assiduo di diverse professioniste, il centro è diventato il luogo dove si riconosce che alla base della violenza c’è lo squilibrio di potere tra i sessi, il luogo nel quale si mette in atto un tentativo di cambiamento culturale che educhi al rispetto tra i generi e al rispetto dei diritti umani. Un centro che oggi lavora anche in rete con REAMA, sperimentando da anni una metodologia innovativa, ma vincente che consiste nel costituirsi come “testimone delle donne” nei procedimenti civili e penali. 

 

Alessio Quarta 



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