Sei in: Home»Rubriche»Primo Piano

"Mio padre si gioca lo stipendio alle slot machine"

[07/12/2018] PRIMO PIANO

"Mio padre si gioca lo stipendio alle slot machine"

A Racale sabato scorso un 23enne di Taviano ha distrutto con una mazza da baseball quattro slot in un bar del centro. Ai Carabinieri ha raccontato il dramma che vive da tempo la sua famiglia 

È una malattia in genere silenziosa, discreta se vogliamo, perché chi ne affetto in genere ne maschera molto bene i sintomi e perché, forse, non è ancora percepita come una vera e propria emergenza sociale. Stiamo parlando della ludopatia, sempre più diffusa anche nel nostro Salento, che non colpisce solo chi ne è affetto ma, indirettamente, anche amici e familiari delle vittime con conseguenze a volte drammatiche, come è successo sabato scorso a Racale. 

Questi i fatti: alle 22 di sabato 1° dicembre un 23enne di Taviano si è recato in un bar del centro cittadino con una mazza da baseball in mano avventandosi con rabbia contro diverse slot machine presenti all’interno del locale. Il ragazzo, incurante della presenza di altri avventori ha fatto a pezzi quattro slot prima di essere fermato e condotto alla locale stazione dei Carabinieri. Ai militari il giovane ha dichiarato, disperato: “Mio padre si gioca lo stipendio alle slot machine”, raccontando l’inferno vissuto da tempo in famiglia. Il giovane è stato denunciato per danneggiamento aggravato, avendo provocato danni per circa 4mila euro. 

Una vicenda che ha fatto il giro dei media nazionali e che è emblematica del livello di esasperazione a cui posso giungere le persone dopo una lunga convivenza forzata con la ludopatia. Già, perché le istituzioni avvertono che “il gioco può causare dipendenza patologica” ma, di fatto, poco è stato fatto o viene fatto per la prevenzione e la cura della ludopatia, per la quale le risorse stanziate per la Asl sono largamente insufficienti nonostante la legge regionale n. 43/2013 (contrasto delle dipendenze da gioco e per il trattamento terapeutico e il recupero dei soggetti coinvolti), mentre i Governi che si sono succediti negli ultimi anni hanno incentivato l’apertura di nuove sale scommesse e la diffusione delle slot nei locali pubblici. Recentemente l’Eurispes ha presentato a Bari il rapporto dal titolo “Gioco legale e dipendenze in Puglia”, realizzato nel quadro delle attività dell’Osservatorio Permanente su giochi, legalità e patologie dell’Istituto.

La legge regionale n. 43/2013 disciplina l’offerta di gioco prevedendo che tutti gli esercizi dedicati ed autorizzati ad offrire gioco pubblico debbano essere ubicati “in un raggio non inferiore a 500 metri” da determinati luoghi ritenuti sensibili, quali istituti scolastici, luoghi di culto, oratori, centri sociali, ecc. (il cosiddetto “distanziometro”), la cui entrata in vigore definitiva era prevista per il 20 dicembre prossimo, poi spostata al 20 giugno 2019. 

 

In particolare la ricerca condotta dall’Eurispes ha manifestato un forte scetticismo sull’efficacia del distanziometro, sottolineando che non è la “medicina” adeguata a prevenire e curare la diffusione del disturbo da gioco d’azzardo. Dall’obiettivo comune e condiviso di contrastare e prevenire la diffusione della dipendenza la proposta dell’Istituto è individuare gli strumenti e le misure più efficaci, valorizzando i progetti di educazione, informazione e sensibilizzazione già previsti dalla Legge Regionale e ad oggi non adeguatamente attuati, ma anche responsabilizzando i titolari degli esercizi di gioco, introducendo adempimenti anche strutturali per garantire maggiori controlli e tutele per gli utenti-giocatori. 

 


«Indietro
Gaia Benassi L'intervista della settimana
Gaia Benassi

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising