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"La fusione fa la forza": parola di Ettore Caroppo

[24/01/2020] PRIMO PIANO

"La fusione fa la forza": parola di Ettore Caroppo

Il primo cittadino di Minervino di Lecce ha organizzato un incontro con i suoi colleghi di Giuggianello, Santa Cesarea e Uggiano La Chiesa per illustrare i vantaggi della creazione di un Comune unico, progetto in cui egli crede fortemente 

 

L’Amministrazione comunale di Minervino di Lecce chiama a raccolta i cittadini per discutere sul programma di fusione dei Comuni pensato tra il primo cittadino Ettore Caroppo e i suoi colleghi di Giuggianello, Santa Cesarea Terme e Uggiano La Chiesa. L’incontro, in programma il 24 gennaio alle 18 presso la sala consiliare, avrà lo scopo di chiarire quali sarebbero i vantaggi e gli svantaggi di una tale organizzazione, e sarà presieduto da Domenico Nitto (presidente Anci Puglia e sindaco di Polignano), Luigino Sergio (esperto in gestione degli enti locali), Francesco Rausa (presidente dell’Unione dei Comuni della Costa Orientale e sindaco di Ortelle), Massimo Frangillo (assessore del Comune di Santa Cesarea Terme), Fredy Cursano (assessore con delega alla fusione tra Comuni) e Pasquale Ciriolo (dirigente scolastico e già sindaco del Comune di Castro). 

Il nostro ordinamento giuridico prevede l’istituto della fusione dei Comuni, che consiste nell’accorpamento di più comunità preesistenti per istituire un Comune unico. Il quadro normativo di riferimento riguarda l’articolo n. 133 della Costituzione che, al secondo comma, recita: “La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”.

La Fusione dei Comuni è prevista dall’articolo n. 15 del Decreto Legislativo 267/2000 (“Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”) ed è ulteriormente regolamentata dalla legge n. 56/2014 (detta Delrio); tali norme prevedono, tra l’altro, per i Comuni unici nati dalle fusioni, finanziamenti statali decennali aggiuntivi ed altre agevolazioni come, ad esempio, deroghe al Patto di Stabilità.

Il sindaco Caroppo è entusiasta di questa possibilità e si raccomanda con i cittadini affinché valutino bene questa scelta: “Nella fusione dei Comuni molti politici e amministratori hanno visto la possibilità di affrontare positivamente la crisi generale e la crescente difficoltà degli enti locali, come hanno potuto constatare gli ex sindaci di Presicce-Acquarica. Inoltre, ad oggi la fusione dei Comuni non è obbligatoria, favorendo la scelta con incentivi statali e altre agevolazioni che non saranno invece previste in futuro, quando verrà derogata la legge per cui i Comuni dovranno essere almeno di 15mila abitanti e la fusione sarà quindi obbligatoria. Questo è anche un modo lungimirante di guardare all’organizzazione futura della nostra Amministrazione. Sensibilizzare il cittadino riguardo questa scelta è ormai doveroso, perché i vantaggi sia in termini di servizi, razionalizzando il funzionamento degli uffici comunali e riducendo gli organismi rappresentativi, che economici, dovuti a una tassazione più agevolata e agli incentivi statali e regionali di cui beneficerà il nuovo Comune -conclude Caroppo-, sono evidenti anche sulla base di precedenti esperienze”.

Alle Regioni, infatti, nel rispetto del dettato costituzionale, spetta il compito di regolare per legge le modalità d’attuazione della Fusione dei Comuni; il referendum fra le popolazioni interessate è tassativo. Le Regioni hanno emanato proprie leggi specifiche, qualcuna si è limitata a regolamentare, altre hanno assunto un ruolo di stimolo e hanno inteso incentivare e premiare le fusioni dei comuni con ulteriori proprie agevolazioni e finanziamenti.

Il vantaggio che ne deriva non riguarda solo i Comuni ma l’intero sistema statale; ad esempio, le Regioni e lo Stato dovranno relazionarsi con un numero minore di enti. Da un’elaborazione dei dati Istat del 2015, relativi alla popolazione residente, l’Italia registra 8.047 comuni con in media solo 7.555 abitanti. Di essi l’85% ha meno di 10mila abitanti e ben il 25% ne ha meno di mille. Nel Mezzogiorno le percentuali sono rispettivamente 82% e 19%.

 

Intanto a Presicce-Acquarica si prepara alle prime elezioni amministrative 

 

Ad un anno dal referendum sulla fusione, nel nuovo Comune unico (il primo nella provincia di Lecce) si sente già forte l’attesa per la sfida elettorale delle elezioni di primavera, le prime del nuovo corso. In questo anno non sono mancate le polemiche su vari temi della vita amministrativa come anche quelle che hanno riguardato direttamente la neonata comunità, come la scelta del Santo Patrono che nel novembre scorso ha richiesto un intervento della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e tuttora in ballo.

Ora nell’immediato futuro ci sono le elezioni amministrative e già sono spuntati nomi e liste a sostegno dei candidati. In particolare per la parte di Acquarica pare che si stia già lavorando per la candidatura di Rocco Palese per il centrodestra, mentre a sinistra il nome che circola è quello dell’ex sindaco Carlo Rovito (ma è da vedere se il nome è condiviso anche dal Pd della parte di Presicce). In precedenza ha dichiarato di volersi candidare a sindaco (e non demorde dal farlo) l’ex vicesindaco Giacomo Palese (Lega). Per la parte di Presicce girano diversi nomi, tra i quali quello dell’ex sindaco Riccardo Monsellato, che in passato ha più volte dichiarato di non essere interessato. Intanto l’ex vicesindaco di Presicce, Antonio Raone, e l’ex sindaco di Acquarica, Francesco Ferraro, saranno impegnati per le regionali, ancora non si sa per quale schieramento. 

 

Ruben Alfieri 



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