Sei in: Home»Rubriche»In copertina

"La fiera di San Vito? Una risorsa per il territorio e un modello di destagionalizzazione"

[19/10/2018] IN COPERTINA

"La fiera di San Vito? Una risorsa per il territorio e un modello di destagionalizzazione"

Il presente e il futuro della fiera di San Vito nelle parole del sindaco di Ortelle, Francesco Massimiliano Rausa 

 

Un evento che vuole sempre più affermarsi come punto di riferimento per il mondo agricolo e che potrebbe rappresentare anche un volano per la crescita economica del territorio. Una manifestazione secolare nella quale le attività culturali non rappresentano più una cornice ma elementi centrali e fondamentali di ogni nuova edizione. Ne è convinto Francesco Massimiliano Rausa, sindaco di Ortelle, che ci illustra la fiera di San Vito a pochi giorni dalla sua inaugurazione.

Sindaco Rausa, cosa rappresenta la fiera di San Vito per la comunità di Ortelle? 

Si tratta sicuramente del suo evento più importante di ogni anno, un elemento che come tradizione e storia fonda le sue radici nella cultura della comunità. Tutto ciò che è fiera e che ruota intorno ad essa costituisce una parte fondamentale delle basi storiche e culturali di Ortelle. La fiera di San Vito può sempre più diventare un volano per lo sviluppo della città, e in questo senso si sono concentrati gli sforzi delle Amministrazioni che si sono succedute negli anni. 

Quali strade sono state intraprese per raggiungere quest’obiettivo?

Da molti anni il Comune sta puntando sul marchio Or.Vi., un progetto intorno al quale potrebbero svilupparsi delle importanti opportunità economiche. Sempre più spesso, infatti, soggetti economici più variegati, dalle catene di distribuzione ai piccoli commercianti, chiedono prodotti di qualità. Il mio pensiero è che esistano le condizioni per la nascita di piccole aziende che possano interessarsi all’Or.Vi.; si consideri che questo progetto non è tarato per aziende di grandi dimensioni e la nascita di piccole realtà imprenditoriali potrebbe consentire una maggiore disponibilità di carne di qualità e, di conseguenza, la creazione di un mercato. Ritengo posso rappresentare una importante opportunità per i giovani del nostro territorio, tenuto conto che a breve partiranno i nuovi bandi sull’agricoltura.

Ad oggi, invece, a che punto è il percorso di crescita del marchio Or.Vi.?

Al momento stiamo ponendo le basi per una sua maggiore valorizzazione. Stiamo infatti lavorando con le aziende affinché protocollo e disciplinare possano diventare più stringenti, prevedendo, ad esempio, maggiori controlli sugli allevamenti. Abbiamo inoltre intrapreso un discorso con la Regione Puglia affinché il progetto diventi un patrimonio rispetto ai prodotti regionali di qualità.

Quali sono le novità dell’edizione 2018 della fiera? 

Come ogni anno, l’Amministrazione comunale cerca di muovere piccoli passi, compatibilmente con le risorse disponibili, per migliorare la logistica e rendere la fiera sempre più identificabile e riconoscibile rispetto ai suoi obiettivi, cioè quella di essere un punto di riferimento per il settore dell’agricoltura, dei prodotti agricoli e dei derivati delle produzioni agricole. Quest’anno verranno installate delle nuove tensostrutture che riguarderanno soprattutto il piazzale dedicato al food, un’area che verrà poi ampliata e che così vedrà rafforzata la sua rilevanza all’interno dell’evento. Altra importante novità è poi rappresentata da tre portali di accesso, collocati rispettivamente in via Garibaldi, via della Pace e nella Zona Pip, che daranno all’evento un’identità generale diversa; è giusto, però, sottolineare, che la loro presenza risponde anche alle necessità di sicurezza e di identificazione delle persone. Infine, ci avvarremo di un padiglione istituzionale più ampio e funzionale, destinato ad ospitare le attività culturali, le quali conquistano sempre più valore all’interno della Fiera. 

Quali sono gli appuntamenti più importanti per visitatori e addetti ai lavori?

Quest’anno il programma prevede le iniziative del Festival del Cittadino, che partiranno il 23 ottobre per poi fondersi con il calendario della fiera nei giorni 25, 26 e 27 ottobre. Si tratta di momenti dedicati al paesaggio, tema di questa edizione del Festival, e che vedranno la partecipazione anche dei ragazzi delle scuole superiori; si discuterà di paesaggio e di tutte le sue declinazioni, come prodotti del territorio, turismo e accoglienza. La fiera sarà però anche occasione di confronto con alcuni professori dell’Università del Salento, con gli studenti dell’Istituto “Enrico Fermi” di Lecce o con il Parco Otranto-Leuca; dalla fiera di San Vito, inoltre, partirà ufficialmente l’attività del nuovo Gal “Porta a Levante”, mentre verranno presentati i risultati della ricerca “Idrusa”, che parte dalle opere dei tre maggiori pittori paesaggisti del territorio: Giuseppe Casciaro, Paolo Emilio Stasi e Vincenzo Ciardo. 

In quale direzione sta andando la fiera di San Vito?

Ha intrapreso un percorso attraverso il quale raggiungere l’obiettivo di diventare un punto di riferimento sul territorio dal punto di vista fieristico, commerciale e culturale. Un evento con una visione del futuro legata a prodotti di qualità, tradizioni, accoglienza, turismo e ad una parola chiave che si adatta benissimo ad un evento autunnale di così forte attrattiva: destagionalizzazione. 

 

Alessandro Chizzini 



«Indietro
Shadi Fathi L'intervista della settimana
Shadi Fathi

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising