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"L'infertilitā č reversibile, a patto di eliminare le cause"

[09/03/2018] IN COPERTINA

"L'infertilitā č reversibile, a patto di eliminare le cause"

Ne è convinto Giancarlo Locorotondo, a capo dello staff del Centro PMA della Casa di Cura "Petrucciani", il quale evidenzia come lo stile di vita (e il fattore età per le donne) possa fare la differenza contro l'infertilità 

 

Da anni offre sostegno alle coppie che non riescono a realizzare il loro sogno di diventare genitori e insieme a loro, cercando di individuarne le cause per poi stabilire le adeguate terapie. Il dottor Giancarlo Locorotondo (a sinistra nella foto) è il responsabile clinico dell'Unità Operativa di Ginecologia e del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita presso la Casa di Cura "Prof. Petrucciani" di Lecce. Un'attività che svolge di concerto e in maniera coordinata con il dottore Giovanni Presicce (a destra nella foto), responsabile del laboratorio del Centro PMA. Con lui proviamo ad illustrare il crescente fenomeno dell'infertilità che caratterizza il nostro territorio.

Dottor Locorotondo, sono davvero così allarmanti i dati sull'infertilità presentati nel congresso del 3 marzo scorso a Lecce? 

Purtroppo sì, unitamente a quelli emersi dalla ricerca dell'Università di Bari relativi ai territori di Brindisi, Taranto e Lecce. Sottoponendo i nostri pazienti allo spermiogramma abbiamo notato l'aumento di problematiche relative al numero, alla motilità e alla morfologia degli spermatozoi.

L'infertilità è un fenomeno reversibile o comunque contrastabile?

Se si seguono degli opportuni accorgimenti, lo è. Consigliando ai nostri pazienti di cambiare il loro stile di vita, soprattutto in merito all'alimentazione e facendo a meno di fumo e alcol, e comunque evitando tutto ciò che può alterare la qualità e il numero degli spermatozoi, abbiamo notato che, ripetendo gli esami a distanza di poco tempo, lo spermiogramma presentava dei miglioramenti. Se poi potesse essere possibile rimuovere o ridurre gli agenti inquinanti presenti nell'ambiente, il problema potrebbe anche rivelarsi reversibile. 

In che misura l'inquinamento contribuisce all'alto tasso di infertilità nel Salento?

Per inquinamento intendiamo quello ambientale e quello atmosferico, di cui questo territorio soffre più rispetto ad altre aree del Paese. Da questo congresso, quindi, abbiamo voluto far emergere come i salentini soffrano l'inquinamento non solo per quel che riguarda l'aspetto oncologico, ma anche per quel che concerne l'infertilità. 

Lei ha parlato di problematiche legate agli spermatozoi. Come si presenta invece l'infertilità nella donna?

Oltre agli agenti inquinanti, è importante il fattore tempo. Una donna è maggiormente fertile quando si trova in una età compresa tra i 20 e i 30 anni, mentre dopo i 45 quasi si annulla. Alla sua nascita, infatti, la donna ha una riserva ovarica che non è uguale per tutte e che viene consumata nel tempo, soprattutto dopo i 30 anni. Inoltre, il corredo cromosomico tra i 20 e i 30 anni è prevalente "euploide" (cioè normale) mentre dopo i 40 anni gli ovociti, che nel frattempo si sono ridotti, hanno un corredo cromosomico "aneuploide" (anormale). Dopo questa età si hanno quindi pochi ovociti e di pessima qualità. Queste dinamiche, unite ai fattori inquinanti, comportano un aumento dell'infertilità. 

Come si concretizza questo fenomeno negli uomini? 

Mentre la donna avrà un momento in cui la riserva di ovociti si esaurisce, per poi entrare in menopausa, nell'uomo tutte le tossine che si accumulano durante la vita comportano il deterioramento della funzione spermatogenica e causano una ridotta capacità fertile dell'uomo; questa, però, non tende ad azzerarsi nel tempo ma continua ad avere un grado di fertilità per quanto basso. 

Sono quindi due i principali fattori legati all'infertilità? 

Sì, e sono da individuarsi nell'aumento della tossicità e dell'inquinamento ambientale, e nella crescente età in cui una coppia cerca di avere una gravidanza. Questi due aspetti, quindi, sono all'origine della scelta di alcune coppie di voler ricorrere alla fecondazione assistita. Si pensi che oggi l'infertilità investe circa il 20% delle coppie, un dato che è raddoppiato nel giro di soli 20 anni.

Come vi comportate di fronte ad una coppia che si rivolge a voi per la fecondazione assistita?

Innanzitutto bisogna sottolineare che è vero che questa tecnica risolve molti problemi della coppia, ma non può essere considerata la soluzione al problema dell'infertilità. Fondamentale, poi, è il fattore tempo: se ci troviamo di fronte ad una coppia giovane con delle problematiche, possiamo benissimo sperare di renderle reversibili grazie a terapie mediche e chirurgiche. È importante sottolineare come il nostro scopo sia quello di condurre la coppia ad una gravidanza spontanea. 

Nel caso di una coppia di età superiore? 

In qual caso dobbiamo tenere conto della ridotta riserva ovarica della donna e quindi delle difficoltà oggettive che vanno al di là dell'eventuale problema individuato. Di certo il tempo non è un alleato, e una attesa eccessiva può pregiudicare non solo una gravidanza spontanea, ma anche quella in vitro. Per questo ottimizziamo sempre il nostro iter diagnostico nel più breve tempo possibile.

Dal punto di vista statistico, c'è differenza tra uomo e donna? 

Non esistono particolari differenze, visto che per entrambi la percentuale di persone con problemi legati all'infertilità si attesta tra il 30% e il 35%. Inoltre, è compresa tra il 10% e il 20% la presenza del problema in entrambi i componenti della coppia. Si attesta tra il 15% e il 20% la cosiddetta "infertilità inspiegata", che comprende tutti coloro che non riescono ad avere figli nonostante gli esami non evidenzino nessun tipo di cause e problemi. 

 

Alessandro Chizzini 



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