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"Il sindaco Toma? Si faccia da parte"

[21/02/2020] MAGLIE

"Il sindaco Toma? Si faccia da parte"

Sembra essere insanabile la crisi tra il presidente del Consiglio comunale Gabriele Bucci ed il primo cittadino, al quale Bucci attribuisce la responsabilità delle divisioni all’interno della maggioranza e della condizione di stallo che sta vivendo la città 

 

Il presidente del Consiglio comunale sfiducia Ernesto Toma. Gabriele Bucci (a destra nella foto) chiede un cambio di passo al centrodestra magliese, dopo cinque anni in cui “è stata minata la crescita della città, rimasta ostaggio per questi cinque lunghi anni di scelte scellerate, annichilendo quanto fatto da quegli amministratori che resero Maglie seconda solo a Lecce per importanza per via dei servizi che assicurava ai cittadini ed all’hinterland. Maglie purtroppo ha perso d’attrattiva, poiché se da un lato con sacrifici si assicuravano servizi, dall’altro gli stessi servizi portavano ricchezza sul territorio tramite il commercio”. 

Un attacco, quello di Bucci, figlio dei ripetuti dissidi col sindaco, culminati, nel corso del quinquennio, nelle dimissioni, poi rientrate, dalla carica presidenziale. “Oggi più che mai -ribadisce Bucci- è necessario fermarsi ed ammettere gli errori causati da una politica, mirata a creare divisioni, senza coinvolgere nessuno, iniettando veleni e creando fratture, avendo solo come abilità quella di scaricare tutte le responsabilità sugli altri. Dobbiamo tentare di riconquistare quello che abbiamo perso, si devono stringere i tempi, sono convinto che la scelta del nome del candidato sindaco dovrà avvenire in un ambiente sereno dopo un’attenta valutazione di quanto fatto in questi cinque anni e capire quanto gradita sia la figura nella cittadinanza”. 

Bucci va oltre e imputa al primo cittadino una precisa responsabilità politica: “La Giunta o il singolo assessore agiscono per delega del sindaco, forse sarebbe stato più utile agire su eventuali inerzie e non invece impegnare tutte le energie nel creare maggioranze nella maggioranza. Non si può dire che forse si è agito con superficialità, poiché quando si ha la responsabilità di 14.500 persone agire con superficialità significa non avere contezza di quello che si fa, ma soprattutto non si ha consapevolezza del ruolo che si ricopre, tutto questo ha portato all’autodistruzione”. 

La conclusione è drastica: “Si deve ricominciare dal 2015 -precisa Bucci- riavvolgendo il nastro, ed includere nel programma politico sostenitori, simpatizzanti, ma anche quei cittadini che intendono essere coinvolti nel dibattito. A questo punto senza giri di parole, ma con spirito di collaborazione, oggi si dovrebbe avere il coraggio di mettersi da parte, senza continuare ostinatamente quasi per dispetto a dire no e pensare di fare il contrario pur di non darla vinta”. 



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