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"Da Grecia e Albania solo concorrenza sleale": la protesta dei balneari

[14/06/2019] PRIMO PIANO

"Da Grecia e Albania solo concorrenza sleale": la protesta dei balneari

Scatta la protesta degli imprenditori locali dopo l’indagine del Il Sole 24 Ore che ha previsto un sostanzioso calo delle presenze di turisti a favore dei paesi sull’altra sponda dell’Adriatico a causa dei prezzi troppo alti  

 

Il comparto turistico salentino in difficoltà? Sembrerebbe di sì, almeno secondo quanto emerso da una indagine condotta da Il Sole 24 ore pubblicata nei giorni scorsi. La previsione della principale testata economico-finanziaria italiana è quella di un calo delle prenotazioni del 13% per il Salento, corrispondente ad una perdita di diversi milioni di euro di fatturato. Un quadro, quello descritto dal quotidiano economico, che confermerebbe anche le avvisaglie della perdita di appeal avvertita lo scorso anno. 

Appena resi noti i risultati dell’indagine, parte del settore turistico e della politica salentina ha cercato di individuare le possibili cause di questa flessione, concentrandosi innanzitutto sulle avverse condizioni climatiche del mese di maggio, che hanno dato alla primavera un sapore autunnale e che potrebbero aver scoraggiato i turisti a prenotare anzitempo la loro vacanza in Salento. Un altro aspetto preso in considerazione è stato quello relativo all’aumento dei prezzi, già preso ampiamente in considerazione nelle ultime stagioni turistiche: la stessa indagine de Il Sole 24 Ore ha fatto emergere per il solo Meridione un aumento del 4,1% delle tariffe alberghiere e del 5,5% di quelle applicate da B&B e agriturismi. Si tratta di percentuali che rispecchiano quelle riscontrate nel Salento e che riguardano anche gli stabilimenti balneari. Una crescita che potrebbe alimentare ulteriormente lo sviluppo delle vicine Croazia, Grecia e, soprattutto, Albania, che proprio sulle loro tariffe ampiamente più basse stanno costruendo la loro crescente attrattività turistica. 

A ridimensionare lo studio della testata giornalistica sono gli stessi imprenditori turistici che spiegano come, a differenza dell’Italia, i paesi d’Oltreadriatico possono contare su una tassazione minima, sull’Iva al 4% e su un ben più numeroso lavoro nero, che consentirebbero a quelle strutture turistiche di poter applicare prezzi molto più competitivi. Inoltre, collegato alla differenza dei prezzi, non bisognerebbe dimenticare la qualità dei servizi offerti dagli stabilimenti salentini, decisamente più elevata rispetto a quella di Croazia, Grecia e Albania, i quali, sotto alcuni aspetti sarebbero ancora all’anno zero.

Gli operatori e imprenditori salentini, poi, tirano le orecchie alla politica, colpevole di non alleggerire una burocrazia che obbliga le aziende ad accollarsi oneri e imposte di diversa natura, con il 60% degli introiti che finisce nelle casse dello Stato. Una situazione, quella descritta e lamentata dal comparto turistico locale, che non può non avere come effetto immediato quello dell’aumento dei prezzi. 

 

Della Valle: “Turismo in buona salute, occorrono meno tasse e burocrazia”

 

L'indagine de Il Sole 24 Ore non ha spaventato né trovato d’accordo gli operatori del comparto turistico salentino, che in questo senso trovano l’appoggio anche di Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento, secondo il quale la stagione turistica si rivelerà tutt'altro che negativa per il territorio. 

Presidente Della Valle, perché contesta le previsioni de Il Sole 24 Ore?

Semplicemente perché le prenotazioni presso le nostre strutture sono già esaurite per i mesi di luglio e agosto. Un calo si è semmai registrato nel mese di maggio, ma solo per le avverse condizioni meteorologiche. I nostri stessi fornitori, come ad esempio i grossi centri di distribuzione di alimentari e bevande, hanno subito un calo del 50% proprio perché il clima non ha consentito agli utenti di recarsi in spiaggia e, conseguentemente, di consumare. Si è trattato poi di un calo che in molti casi è stato contrastato da chi è riuscito a sfruttare al meglio i servizi accessori. 

Di cosa parla in particolare?

Parlo di piccola ristorazione, sport acquatici, scuole di vela e non solo, perché l’impresa balneare non è più solo ombrelloni e lettini. Chi ha saputo sfruttare al meglio queste opportunità ha trasformato il calo di fatturato del 50-60% di sdraio e ombrelloni in una perdita totale del 25%. In questo senso si è rivelata fondamentale la piccola ristorazione di nicchia, che ha fatto sì che i visitatori potessero raggiungere i lidi nonostante le avverse condizioni meteo. Ad ogni modo, i bilanci non si fanno più a fine stagione, bensì a fine anno, considerando che gli stabilimenti sono aperti anche a novembre, e che in Salento si sta delineando un'alta fascia di qualità, con nuove importanti strutture in grado di attirare clientela di alto livello. 

Si è davvero giunti ad un eccessivo aumento dei prezzi?

Cominciamo col dire che un servizio deve essere ben pagato se è proporzionato a ciò che si offre, ma questo non significa che bisogna approfittarne. Qualcuno, purtroppo, lo ha fatto e sono stato il primo a denunciarlo. Non possiamo, però, vendere solo mare, perché alla bellezza e alla natura deve esserci in rapporto un servizio di qualità, il quale sì giustificherebbe un aumento. Non dimentichiamo, poi, gli ostacoli della burocrazia. Da 5 anni Federbalneari sta cercando di convincere il Governo ad abbassare la nostra aliquota Iva al 10%, cioè quanto le strutture ricettive. Sarebbe una scelta importante perché la vera concorrenza inizia all’interno del Paese, non fuori, e perché gli utenti risparmierebbero il 12%. 

Come vi siete attrezzati per la sicurezza e l’accoglienza nei lidi? 

In Puglia abbiamo iniziato l'attività di salvataggio con un mese di anticipo, così da garantire subito la sicurezza sulle spiagge. Un'attività che però sembra sconosciuta nelle spiagge libere, la cui organizzazione spetta ai Comuni, obbligati ad essere in possesso degli stessi servizi di una struttura balneare, ma così non è. Un'altra difficoltà è invece legata al fatto che i nostri bagnini acquisiscono punteggio dopo aver prestato servizio, decidendo l'anno successivo di fare concorsi nelle Forze armate e costringendosi così a ricominciare dall'inizio. Vorrei però sottolineare un importante progetto avviato da Federbalneari, il “Tourists Angels”: con l'alternanza scuola-lavoro abbiamo formato 11 giovani che verranno impiegati in altrettanti stabilimenti salentini come hostess e steward, con il compito di fornire consigli e informazioni agli ospiti su tutto ciò che riguarda il territorio. 

 

Il Salento fa incetta di “Vele” di Legambiente

 

Cinque Vele alla provincia di Lecce dalla “Guida Blu 2019” di Legambiente e Touring Club Italiano, che premia così due comprensori turistici salentini: quello dell’Alto Salento Jonico (con Nardò, Gallipoli, Porto Cesareo e Racale) e quello dell’Alto Salento Adriatico (con Melendugno, Otranto e Vernole). “Questo straordinario risultato, con il 6º e il 13esimo posto nella classifica nazionale dei comprensori marini a 5 Vele e con il primo posto a livello regionale, dimostra come la nostra terra non è solo attrattiva, ma anche competitiva”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva. 

Ogni anno Legambiente e Touring Club Italiano pubblicano una guida intitolata “Il mare più bello” per segnalare e far conoscere le migliori località turistiche che rispettano requisiti ambientali, naturali, ricettivi, di qualità delle coste e di sostenibilità. I comprensori turistici raccolti nella Guida sono individuati sulla base di più di cento indicatori, tra i quali, paesaggio, biodiversità, attività turistiche, stato delle aree costiere, mobilità, energia, gestione dell’acqua e della depurazione, produzioni tipiche, mare, spiagge, entroterra.

 

Alessandro Chizzini 



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