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!67 B, una galleria d'arte a cielo aperto

[10/01/2020] LECCE

!67 B, una galleria d'arte a cielo aperto

La nuova vita del quartiere alla periferia di Lecce con i grandi murales realizzati da artisti internazionali nell’ambito e fortemente voluti da don Gerardo Ippolito, parroco della chiesa di San Giovanni Battista

 

Due bambini che mandano un bacio al vento, un uomo che guarda il suo pescato e vi trova tappi di plastica, una ragazza che trasporta dei libri, due giocatori del Lecce, Michele Lorusso e Ciro Pezzella, un sottile filo rosso che collega e lega ognuno di noi, una ragazza nell’azione di cogliere l’uva. Questi i personaggi che hanno preso vita nei murales della 167 B a Lecce. Un’idea lanciata da don Gerardo Ippolito (parroco della chiesa di San Giovanni Battista) e dall’Associazione 167 B Street che ha dato vita al progetto “167 Art Project”. Artisti di fama internazionale si sono prestati alla riqualificazione del quartiere, usando le facciate di alcuni edifici come tele. 

Il quartiere nato negli anni Settanta per soddisfare le numerose richieste di case popolari, è caratterizzato da grandi edifici ed è stato testimone di momenti difficili. Negli anni novanta infatti vide trasformarsi la scuola elementare “Zimbalo”, posta al centro del quartiere, nell’aula bunker per i processi alla quarta mafia, la Sacra Corona Unita. L’abbandono delle attività commerciali e la militarizzazione del quartiere portarono lo stesso ad uno stato di abbandono e incuria. 

Oggi grazie ad un attento lavoro di valorizzazione delle piazze, del verde pubblico, il quartiere riprende vita e si veste di nuova luce. La presenza del laboratorio “167 B Street” che opera con la sua arte nel cuore della zona con l’obiettivo di creare opere d’arte che rompano gli schemi sociali. Grazie alla sensibilità degli artisti scesi in campo, ognuno con la sua visione, con il suo stile, una passeggiata nel quartiere riempie gli occhi di colore, di immagini a ricordarci il profondo legame con la nostra terra, per omaggiare gli sportivi che hanno fatto grande il Lecce calcistico, per non dimenticare che siamo tutti umani uniti da connessioni profonde. 

Un monito potente arriva dal murale di Chekos’art, ambientato nelle banlieue di Parigi, ispirato al film La Haine di Mathieu Kassovitz in cui i protagonisti della scena sono Fatou e Andrea, due bambini che si abbracciano ed affermano “il mondo è nostro”, reclamando un diritto ad un mondo migliore, alla speranza, a custodire per le generazioni future una vita migliore possibile.

 

Stefania Zecca - foto di Giulio Rugge



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